mercoledì 26 novembre 2008

Siamo tutte un po Peterson, in Fondo.

Mia Madre ha un grande senso dell'umorismo. ecchissene, direte voi. e invece no, perchè scrivo qui per farvi sapere gli affari miei, quindi tacete ^^.
Antefatto: io ho la febbre, che mi costringe a stare a casa, accompagnata da raffreddore, mal di gola e mal di testa. un bel cocktail, insomma. passo le mie giornate studiando, suonando, prendendo quelle medicine scamuffe che posso prendere (sono allergica al 95% delle medicine tradizionali, ergo, posso prendere solo quelle due medicine che so che non mi danno shock anafilattico, e ormai anche quelle non mi fanno più molto). ma torniamo a noi...

Dicevo che mia Madre s'è sentita molto simpatica, ieri. infatti è entrata in camera mia nel pomeriggio e mi ha annunciato, con uno strano ghigno, che aveva intenzione di prendere un film in affitto e vedercelo insime di sera, io e lei. non male fino a lì. allora le chiedo il titolo del film, e quando mi risponde "non te lo dico" inizio a tremare. esamino le possibilità:

a) ha intenzione di farmi vedere il Gattopardo. facendo aggravare la mia malattia.
b) ha intenzione di vedere, io e lei da sole (per l'ennesima volta) Flashdance, e commuoversi come se non sapessimo che alla fine lei si mette col riccone che l'ha sempre amata.
c) ha intenzione di prendere un film che sa benissimo che da sola non vedrei mai. ipotesi che comunque mi attirava più delle altre.

effettivamente la C si è rivelata l'opzione esatta. rientrata dal lavoro, si presenta a casa prima di cena con una VIDEOCASSETTA. vhs, capito? una di quelle cose che devi riavvolgere, prima di riconsegnarla... e già lì... penso che deve essere un film piuttosto vecchio per esistere in VHS. "non fare quella faccia" mi dice "il dvd c'era, ma l'aveva già affittato qualcuno. era rimasta solo questa". allora penso "ehi deve essere un bel film allora, se tutte le copie in dvd sono fuori".

Inforco gli occhiali, acchiappo la copertina di pile e mi spalmo sul divano insieme a m amma, che ha inserito la cassetta (ovviamente non era stata riavvolta, e rischio di spoilerarmi un pezzo di film. che odio...). riavvolgiamo la cassetta e iniziamo la visione, rigorosamente a luci spente (io e mia mamma adoriamo il cinema, anche come sala, quindi cerchiamo sempre di riprodurre l'effetto, con tanto di intervallo ^^). dopo i primi fotogrammi neri, con la pellicola sfalzata, le solite striscioline bianche e lo schermo che sembra muoversi, appare qualcosa...

Gregory Peck e Ingrid Bergman in "SpellBound", regia di Alfred Hitchcock. (e qui arriva il bello) scenografie di Salvador Dalì, che progetta anche le cosiddette "scene del sogno". Sullo schermo appare un cartello: "questo film tratta di psicanalisi (segue spiegazione del termine psicanalisi)".
Mia Madre ci sa fare. ha colto in pieno molte delle cose che mi piacciono. Hitchcock, la psicanalisi, Dalì. e il titolo in Italiano è "io ti salverò". per correttezza con voi, spiegherò il titolo, e perchè è così importante per me, e per lei.

Le donne hanno un gravissimo problema, nelle relazioni. sperano sempre che le persone a cui vogliono bene, ma che hanno qualche difetto, possano cambiare. a volte le donne sperano che cambino grazie a loro. spero che a nessuno di voi sia mai capitato di innamorarsi di una persona con più difetti che pregi. una persona strana, che spesso ci tratta male. ma anche così, noi continuiamo ad esserne innamorati. la cosiddetta "sindrome dell'Io Ti Salverò" (termine che usiamo io e mia mamma per questo problema, non so se è davvero attestato con questo nome) è quel sentimento che ci porta a pensare che possiamo essere noi a migliorare quella persona che amiamo. "se lo amo, il mio amore per lui lo migliorerà, e saremo felici".

Enorme, Colossale, Gigantesca e Pericolosa Cazzata.

Non c'è niente di più distruttivo per noi che amiamo e per la persona che è il nostro oggetto d'amore. quest'ultimo spessissimo si sentirà protetto, una sorta di "posso fare quello che voglio perchè tanto lei mi ama e aspetta che migliori". non si impegna a migliorare, ma a mostrare più difetti. forse pensa che sono quelli che ci tengono innamorate (e spesso non è una deduzione sbagliata). per noi che amiamo, ci ritroveremo a sprecare energie, lacrime, amore, buoni sentimenti, quasi sempre inutilmente. ebbene si, equivale all'autolesionismo. e la cosa bella è che chi "soffre" di questa sindrome non lo accetta. quando gli altri le dicono "ma che sei matta? quello non cambierà mai" lei (l'innamorata) risponderà sempre "ma io lo amo. io lo salverò."

Nel film, il ruolo dell'innamorata/autolesionista/testarda ce l'ha Ingrid Bergman aka dottoressa Costance Peterson (giovane psicanalista dalla carriera brillante). Bella, Bionda, e con un sacco di Dottoroni pronti a lasciarla passare per galanteria (esemplare sparito dalla faccia della Terra, ormai (vedi post sulle Manifestazioni contro la Violenza Maschile sulle Donne ^^)).
il ruolo del Bello, Dannato e pieno fino a sopra ai capelli di Difetti (difetti della personalità, amnesia, indole omicida, stress post-traumatico, direi che può bastare per far innamorare, no?) è Gregory Peck (altro che Sean Connery, signore.)

Nel film il suddetto omaccione intrigante/pericoloso/affascinante dice di chiamarsi dottor Edwards, e entra in una clinica privata (un manicomio, ma ovviamente non lo chiamano così) come nuovo direttore. ovviamente, fra lui e la dottoressa Peterson nascerà l'amore al primo sguardo, e lei si trasformerà da donna di ghiaccio sono-tutta-lavoro a donna follemente innamorata. Si scoprirà che in realtà non è Lui il vero dottor Edwards, che infatti è sparito giorni addietro. da qui partirà la vicenda che porterà i due alla fuga, mentre lei, che si destreggia bene fra innamorata e dottoressa, cercherà di far capire chi è lui veramente e cercherà di provare la sua innocenza nel caso del dottor Edwards, non ostante lui si senta colpevole dell'omicidio del dottore.

Mi trattengo bene dal dire come finisce, perchè ovviamente consiglio a tutti di vederlo. a livello tecnico ci sono cose stellari come la soggettiva del naso di lui mentre beve un bicchiere di latte e, ovviamente, la progettazione da parte di quel Dio che è Salvador Dalì della scena del sogno, ovvero il momento in cui lui racconta il sogno che si rivelerà chiave di Volta per la soluzione della vicenda.
Che dire? ho scritto tantissimo su questo Film, che ho veramente amato. Devo dire che è tutto, a mio parere, perfetto. dialoghi Splendidi, con quell'ironia graffiante che il caro signor Alfred riesce a mettere anche nei Thriller più strani e contorti. la Regia è ovviamente splendida (ma come cazzo ha fatto a fare quella soggettiva?? non lo capirò mai). l'unica cosa che ho trovato pedante è la Musica. [stamattina, aprendo la scheda del film su internet, ho scoperto che ha preso l'Oscar per la Colonna Sonora. questo mi fa pensare ancora di più che sta cosa degli Oscar è una puttanata. ma già lo sapevamo.]
ora vorrei che leggendo questo post rifletteste sul vostro ruolo nella vicenda... scommettiamo che tutte le femminucce si sentono un po Peterson?
Lu.

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