mercoledì 21 gennaio 2009

Sento che devo scrivere qualcosa. Sento che devo liberarmi da tutto il fumo che penso mi abbia contagiata. una specie di nebbia inevitabile, che mi impedisce temporaneamente di vedere con chiarezza.

Dove sbattere la testa, ora? Sembra che io abbia finito i muri.
Non so neanche dove voglio andare a parare.

Mi fanno male le dita, stasera. Bene o male come tutti i mercoledì sera. Un appuntamento che, se non ci fosse, probabilmente ne sentirei la mancanza. (dubito sia corretta questa frase, ma menefrego, come diceva... quello.)


L'autobus, la sera, al ritorno, dopo che ti sei sfogata, dopo che ti sei espressa come potevi, diventa pieno di pensieri. di aspettative. di attese. di speranze. di desiderio.
Molto spesso sono tutti film mentali. direi quasi sempre, a questo punto.


Però, perchè smettere di crederci?
Mi mancano i miei fantasmi, i miei pianti senza motivo, mi manca avere il telefono in mano, aspettando qualcosa. Mi manca respirare gli odori, mi manca sospirare un'ora prima di un appuntamento ("se, ad esempio, decidiamo di vederci alle 5, io dalle 4 inizierò ad essere felice" diceva più o meno così, no?).
è solo questa cazzo di malinconia del mercoledì sera. c'è S E M P R E. è anche inutile farne una storia pubblica.
Forse serve un qualcosa che spezzi questo sentore. tipo bacio della belladdormentata, no? (chiaro, non c'è nessunissimo riferimento a niente, qui, GIURO.)
ok, ora la smetto.
Faccio sempre così quando ho Fame.
Lu.
p.s. ho voglia di festa, decisamente.

lunedì 12 gennaio 2009

"Easy Virtue" e la Domenica al Cinema.

Non bisogna lasciarsi ingannare dalla sua simpatica locandina.
Non bisogna lasciarsi ingannare dal suo cast che sorride sui cartelloni pubblicitari e nel trailer.
Anche se c'è Jessica Biel armata di cappellino e Colin Firth barbuto e quindi sexy, non bisogna lasciarsi ingannare.
Nemmeno dal chihuahua che se ne sta pacioso nella foto della locandina.

"Easy Virtue", che (come li traduciamo noi, i titoli...) in Italia si chiama "Matrimonio all'Inglese", non è la commedia che sembra.

Si, la storia è molto ben immaginabile: John, il giovane rampollo (Ben Barnes) porta la sua neosposina (Jessica Biel) a fare la conoscenza della sua famiglia, composta da mamma Witthaker (una glaciale Kristin Scott Thomas), papà Witthaker (Colin Firth, oh, Colin...), e le due simpatiche sorelline di lui, che somigliano molto ad Anastasia e Genoveffa, se qualcuno ricorda Cenerentola (Katherine Parkinson la maggiore e Kimberley Nixon la minore).

Fin qui niente di grave, e, soprattutto, niente di originale.

Ma se dicessi che lei, americana, è la prima donna pilota e arriva in questa bigotta e ipocrita famiglia tipicamente inglese (con tanto di cottage di campagna)?

In "Easy Virtue" tutti i personaggi hanno inspiegabilmente la battuta pronta, anche il maggiordomo, la cuoca (il cui nome, incredibile dictu, è proprio "cuoca"), o il giardiniere. Sarà che sono inglesi... E poi, signore e signori, il Regista di questa commedia, che è tutto il contrario di noioso e banale, è il nostro Stephan Elliott, ovvero regista di "Priscilla, regina del deserto". Che dovevamo aspettarci di più?

Il personaggio di Kristin Scott Thomas sarebbe da strangolare ogni secondo di questo film; perfetta nel suo ruolo, non si scompone mai e si apre in sorrisini solo davanti agli ospiti. Organizza balli, cene e spettacoli per beneficienza. Veronica, questo il suo nome (anche se lo si scopre quasi a fine pellicola), cerca di tenere a galla la sua famiglia, e soprattutto il rapporto con il marito, che la guerra ha cambiato completamente. Ironica e algida, rappresenta l'antico, il passato che lei stessa tenta in tutti i modi di lasciare immutato.

Jim Witthaker, interpretato da un Colin Firth in formissima, è il capofamiglia, che per non annegare nei ricordi della guerra e nella noia che ormai è parte del suo personaggio, non si tira mai indietro quando si tratta di sputare battute acide ma prontissime e perfette.

è stato proprio il suo personaggio a generare qualcosa di strano, in me, qualche meccanismo che non sono riuscita a capire. Qualche battutina graffiante, o forse anche solo vederlo in un Boudoir, con gli occhialetti alla Leon (Jean Reno, presente?) e questa barba. Oh si, la barba. eh si, ultimamente mi piacciono gli uomini maturi. (oddio, come sono simpatica in questo periodo!)

ok, ora vorrei fare un'appello a Colin Firth: se ti azzardi a ritagliarti la barba giuro che ti vengo a trovare e ti faccio del male.
Tanto vive in Italia, che ce frega.

Detto questo, il film è decisamente godibile, e strappa con piacere qualche risata, a voce alta ma a denti stretti (una fatica, infatti). Consigliato da parte mia per quelle serate, possibilmente una Domenica, come ho fatto io, in cui non si sa bene di che hai voglia, ma sicuramente di qualcosa di diverso, di qualcosa di piacevole e ispido, di qualcosa di irsuto ma morbido e divertente.

Proprio come la Barba di Colin Firth.


Lu.

domenica 11 gennaio 2009

è la Luna Piena.

è la Luna Piena. è la Luna Piena e la Luce che fa, che mi mette in corpo tutto Questo. tutto questo sentimento. è la Luna Piena che ti fa pensare di star facendo male a chi ti sta intorno. a chi ti ama, a chi ti ha amato, a chi ci ha provato, ad amarti.
è come se tutto finisse domani. è esattamente come se stessi distruggendo tutto, ma senza guardarlo. così non me ne rendo conto. non riesco a capire. c'è qualcosa che mi sfugge, ma non viene da fuori.
è davvero così? per favore, che qualcuno mi dia la conferma che non sto facendo del male a nessuno, o potrei impazzire entro la fine del mese. è una sensazione che non riesco a scollarmi da ieri sera. da ieri notte, direi, visto l'orario. a un certo punto m'ha assalito e basta. proprio mentre abbasso la guardia. proprio mentre mi rilasso e cerco di dimenticare di tenere le redini.
è solo che quella Luna è così... luminosa, stasera. mentre camminavo, tornando a casa dal cinema, prima, senza musica nelle orecchie (cosa rarissima), mi sono messa a pensare che domani sarà lunedì. chiusa un'altra settimana.

sto pensando a "Old Boy", e non è la prima volta che ci penso in questi giorni. dovrei fare anche io una lista delle persone a cui potrei aver fatto male, recentemente. dovrei iniziare a chiedere scusa. tornare a chidere scusa per tutto.

cazzo, sto divagando ancora.
facciamo così. io ora la smetto, e magari domani scrivo qualcosa sul film che ho visto stasera, così risolvo qualcosa e incanalo tutta questa strana energia in qualcosa di pseudo-produttivo.

penso che sia la mia Empatia. io soffro quando qualcuno a cui voglio bene soffre, anche senza sapere chi è. basta che ci sia un legame, uno qualsiasi, fra noi, e io soffro quando soffre lui. sto bene quando sta bene lui. è il mio modo di amare, forse.
forse c'è una di quelle persone con cui ho questo legame che ora sta soffrendo.
ma non ho nessuna idea su come scoprirlo, su come aiutare, su come rimediare.

forse è lo spirito di Fabrizio DeAndrè. oggi sono 10 anni.
forse è normale sentirsi più sensibili, stasera.

penso solo che domani mattina sarà passato.
perchè è tutta colpa della Luna.


Lu.
"Lei è come annegare:
diventa deliziosa quando smetti di dimenarti."
(cit.)

martedì 6 gennaio 2009

HappyPhania (cit.)

"Salvation, Salvation, Salvation is Free."
Non rileggo mai quello che scrivo, perchè ho imparato che è fin troppo difficile farmi piacere qualcosa di mio. Stamattina, però, qualcosa m'ha portato a rileggere questi miei vecchi post, pochi, per giunta. Forse un sogno, forse no.
c'è questa strana voglia di muovere le pedine, questa strana voglia di camminare oltre, di superare le cosiddette barriere, di penetrare oltre qualsiasi cosa, che siano idee, preconcetti, persone. Motivo per cui ora ascolto musica a nastro, senza fermarmi, musica nuova, musica che pensavo non mi piacesse.

ah, non te lo meriteresti nemmeno, un post, non uno intero almeno. Tanto non leggerai.

Mettiamola così: io credo nell'amicizia uomo/donna. Negli ultimi giorni mi sono resa conto che è una cosa decisamente rara. chi ci crede viene deluso più spesso, secondo me, da chi non ci crede affatto. e io ho la pessima abitudine di cascarci sempre, di essere sempre così fiduciosa in quel cazzo di prossimo. ci spero sempre. e sempre ci resto fregata. e molto spesso ferita o delusa.
oh, si, dammi della vittima, che mi piace tanto.

datemi della pazza, ma io sento gli odori, vedo i colori, mi piace la Numerologia, credo nei fantasmi, vedo la gente morta, spesso parlo da sola, mi commuovo per le cazzate, e soprattutto credo nelle persone, elemento che più di tutti mostra la mia follia, no?

ok ok la farò facile, suvvia. non c'è bisogno di metterci tutta quest'enfasi. ultimamente mi va molto di scrivere, ma non sempre ho gli argomenti, più o meno come oggi.
si sente il rumore delle unghie sugli specchi? :)

"Sei più Bella Vestita di Lividi
Le tue Lacrime in Fondo ai Miei Brividi
Lasciami Leccare l'Adrenalina."
insomma... BuonaBefana a tutti. speriamo che nella calza ci faccia trovare un po di fiducia nel mondo, nell'universo e in chi lo abita. speriamo che ci faccia trovare anche un po di carbone, che alla fine ci spinge tutti a migliorarci.
ah, parlo di Befana, è proprio vero che devo crescere un po, eh?
. . . Lu.
p.s.
consiglio a tutti i miei scarsissimi lettori di visitare la nuova casa di Auro, la mia consulente di vita, con l'augurio che possa tornare ad essere affollata come prima, se non di più. ah, quanto lavoro ti do, eh?

domenica 4 gennaio 2009

La Fissa del Mese: Gennaio.

Inauguriamo una nuova rubrica di questa pagina, solo per infarcirlo un po, per la felicità di quei due lettori che ho. Ho deciso di creare "la fissa del mese", perchè tanto ogni mese mi fisso con qualcosa, e così almeno ho qualcosa da scrivere.


Questo mese, per il piacere delle signorine, è Louis Garrel, classe 1983, figlio di Philippe Garrel, regista francese e quindi noiosone. Recentemente il suddetto genitore di questo signorino ha deciso di sfruttare l'aria da maudit del figlio per farne soldi, e l'ha messo a recitare nel suo direi ultimo film, ovvero "Les Amants Règuliers", filmone in b/n che ancora non mi sono decisa a vedere.

Per i comuni mortali consiglierei uno dei miei film preferiti, ovvero "The Dreamers" di Bernardo Bertolucci, dove Louis interpreta Theo, fratello (vagamente ambiguo) della meravigliosa Eva Green (altro grande amore della mia vita), che non si sa come fa ad essere sempre così bella.

Motivi per cui Louis Garrel è perfetto:
° è francese. (nono è un valido argomento)
° riesce a portare bene i capelli unti. vuoi mettere?
° nessun problema col nudo integrale di the dreamers.
° non è affatto fotogenico, ma riesce a farlo sembrare fatto apposta. che classe.
° figlio d'arte da tutte le parti.
° ma dico, guardatelo!
° parla francese, inglese, italiano.
° ha una sola espressione, ma gli sta bene (non come Daniel Craig o Nicolas Cage).

Bene, ora che ho fatto la zitella per un po, posso andare a fare altro. Dovevo dedicargli qualcosa, visto che è la mia fissazione del mese. Forse è una sorta di esorcismo. Se ne scrivo almeno mi passa la fissa. In linea teorica, almeno...
ok, diciamo che sto facendo anche l'esperimento per vedere quanto riesco a scrivere. ultimamente ho la penna facile (o la tastiera facile, per stare al passo coi tempi), e la cosa non è affatto male...

Lu.
mi si prospetta una luuunga giornata di attese e sospiri...

venerdì 2 gennaio 2009

Appunti di Viaggio.

Appunto di Viaggio n°1. ( 28/12/2008 )

Io sono quella che ama cantare, ma che non ha le palle per farlo. Io sono quella che tutti volevano che continuasse a disegnare, ma che non si è mai fatta piacere un suo lavoro. Io sono quella che ama ballare, ma si sente sempre inadatta o cretina per farlo. Io sono quella che scriverebbe tutto il giorno, se potesse, anche senza idee. Io sono quella che beve caffè che senza sta male. Io sono quella che mangia solo quando le va, e per molto tempo potrebbe non andarle. Io sono quella che senza musica sta male, qualsiasi musica. Io sono quella che perdona quando non dovrebbe, e che aspetta che la gente migliori. Io sono quella che piange per quanto in basso siamo caduti. Io sono quella che dicono essere troppo buona con le persone, e troppo crudele con sè stessa. Io sono quella che piange quando può, quando sente, perchè sa che è giusto esprimersi, in qualsiasi modo. Io sono quella che si sente sola se non sente qualche amico per un giorno. Io sono quella che si commuove con l'odore del mare.
Banale, nevvero?

Appunto di Viaggio n°2. ( 31/12/2008 )

Io sono quella che non sarà mai fortunata a dadi, ma che in compenso è difficile battere a Scala 40. Io sono quella che è fortunata al gioco, e sfortunata in amore. Io sono quella che odia sciare, ma che trova la neve così romantica. Io sono quella che dice sempre qualcosa che la fa o che la farà vergognare, prima o poi. Io sono quella che piange quando deve dire qualcosa di serio, a prescindere. Io sono quella che non sa perchè sta scrivendo questa formuletta a ogni inizio di frase. Io sono quella che sta salvando i suoi pensieri fra le bozze di messaggi del suo telefonino, senza motivo. Io sono quella che le ricopierà, per ricordare che i viaggi mettono in moto anche il pensiero.

Appunto di Viaggio n°3. ( 02/01/2009 )

Sono due notti consecutive che ho brutti sogni. Oggi che siamo in viaggio c'è tanta tanta nebbia. Abbiamo superato il tratto con tanta tanta neve però, è già qualcosa. Se ci pensi è meglio... Odio la nebbia. Mi fa pensare troppo. Odio stare in macchina per i lunghi viaggi per lo stesso motivo per cui odio la nebbia. Mi accorgo di troppe cose e neanche la musica sparata nelle orecchie aiuta troppo. Certe persone non si accorgono davvero di cosa succede attorno a loro, eh. Se c'è una cosa che odio profondamente negli uomini è che non sanno fare la prima mossa. Paura di essere rifiutati? Anche quando è proprio palese che la nostra risposta sarebbe affermativa? Che cosa inutile, proteggersi con il rischio di perdere tutto quel tempo, tutte quelle belle possibilità di stare bene. Che cosa stupida. Uomini... Chissà perchè gli corriamo ancora appresso. Forse è davvero colpa nostra. Dovremmo fottercene e basta, forse.
O, in alternativa, diventare tutte lesbiche. O almeno bisessuali, dai.

Lu.