domenica 22 marzo 2009

qui Manchi Tu.

[dal diario di Lu, sperando che prima o poi, tu voglia capitare qui.]

"[...] Mi manchi da pazzi e la cosa che meno volevo succedesse è successa: sono finita a vedere una tua foto dove, ovviamente, sei bellissima e innamorata. Sei bellissima, e io non ci sono. Mi manchi da pazzi, e la cosa che più mi spaventa è che non saremo più la stessa cosa, quando tornerai. Ho paura. Ho paura di essermi dimenticata il tuo odore. Il tuo sorriso.
[...] Manca poco, lo so. ma posso iniziare a fare i capricci, ora?"

ho trovato una foto in cui ci somigliamo così tanto... e io ovviamente non sono con te, in quella foto. mi vedo in te, nelle tue splendide espressioni, nel tuo modo di sorridere alzando solo un lato della bocca. tendendo le tue labbra alla fotocamera. sei così maledettamente felice...
sei così felice anche ora? dimmelo. ho bisogno di sapere che sei COSì felice anche ora. anche ora che non riesco più a sentire il battito del tuo cuore nelle mie orecchie, anche ora che non riesco ad arrivare ai tuoi sentimenti col mio solo pensiero. prima era così.
fino a pochi mesi fa era così.
fino a pochi, schifosissimi, mesi fa era così.

non ce la faccio, se non so che sei felice, Sorella Mia.
non ce la faccio, se non so che mi pensi almeno un quarto di quanto ti penso io.

mi basta avvicinarmi di poco a mio padre
che inizio a pensare che qualsiasi cosa potrebbe essere usata
per farmi del male.
persino una Foto.

Lu.
se supero questo tempo
voglio ALMENO una statua d'oro.

giovedì 19 marzo 2009

Mostre, Vinili, Persone.

Stampe dai colori Tenui.
Sempre gli stessi quattro o cinque colori, ma accostati in modi a volte sorprendenti.
Sembrava di poterne sentire l'odore, dei fiori di pesco, della neve; e di sentire il rumore del fiume che scorre sotto il Ponte della Scimmia.

Anche se, una volta svelato il trucco, la Magia ha meno valore, è sempre un bel Prestigio. è sempre affascinante. perchè è stato Affascinante, Coinvolgente. e quindi, strano.

sto parlando della Mostra che mi sono trovata a vedere giusto oggi pomeriggio.
una Mostra sulle opere del Maestro Hiroshige, al Museo Fondazione di Roma.

CONSIGLI:
° una compagnia ironica, sussurrante, calda, possibilmente poco conosciuta.
° riscaldamento muscolare per poter meglio sbirciare le hostess tutte rigorosamente vestite alla giapponese "un po come viene", con calze e tacchi alti. poverine... come le capisco.
° umore giusto, non troppo critico. altrimenti si finisce per trovare banali cose come il sottofondo musicale, costituito da suoni di origine naturale (cinguettare, acqua che scorre, risate di bambini), o si finisce con il non lasciarsi coinvolgere dalla Magia che invece c'è eccome.
° non prendersela con i sapientoni dei Musei. ogni museo ne ha uno. un Nerd che compare e prende tutto con troppo, troppo entusiasmo. e spesso tira fuori da chissà dove un blocchetto a pagine bianche, una stilografica e inizia a fare schizzi, ispirato da Hokusai in persona, o da un'incarnazione di Hiroshige. Prendi il Nerd come parte delle opere esposte. va Osservato con attenzione, e non da troppo vicino, o potrebbe suonare un qualche allarme.
° assapora ogni stampa. sono tante, l'una diversa dall'altra. non ha senso correre.

detto questo, per me è stata una giornata abbastanza piena di troppi pensieri, e si è (grazie a Dio) conclusa con tanto, forse troppo, vino rosso. accompagnato da qualche vinile dei Beatles e lettura improvvisata di poesie e qualche ballo.
ma chi sono sti pazzi?
io e mio padre, ovviamente.
Buonanotte.
Lu.
sta a me,
ora.

sabato 14 marzo 2009

Tunisia, ritornerò.

"il Paradiso è sotto i Piedi dell'Imam."

sono dovuta andare fino in Africa per cercare la Mia Luna, e sapevo fin da subito che l'avrei ritrovata solo una volta tornata a casa.

{ avevo scritto un post decisamente più lungo, ma s'è cancellato e, visto che stamattina mi sono svegliata alle 3, ho 2 ore di sonno e 2 di viaggio fra aereo e pullman, proprio non mi va di riscrivere tutto. }

Lu.

stamattina era in Africa.

domenica 8 marzo 2009

Tunisia, aspettami.

ascoltami. parlami. guardami.
cercami. trovami. tienimi.
scoprimi. conoscimi. aspettami.

quando si dice che qualcosa casca davvero a pennello, eh?
avevo bisogno di vacanza, ed ecco arrivare una settimana fuori. e non è una settimana in campagna, o una settimana in montagna da qualche parte. è una settimana all'ESTERO. dove non parlano la tua lingua, dove sei costretto a inventarti dei modi per farti capire e per non creare casini. una settimana per riscoprire una lingua che parlavi anni fa.

una settimana per S T A C C A R E da T U T T O.
per staccare da chi ci resta male, per staccare dai litigi, dalle ansie, per staccare da chi conosci, da chi vorresti che ti conoscesse. per staccare dalla routine, dalle abitudini.
una settimana per conoscere nuove cose, per sentire nuovi odori, per pensare a nuove cose.
una settimana per dimenticare da dove vengo, quali sono le mie storie. una settimana per dimenticare cosa faccio.

mi porterei solo le mie passioni, solo la musica, solo la fotografia, solo qualche pagina per scrivere. e così farò. macchina fotografica, moleskine con le pagine bianche, una camionata di bic (rigorosamente) nere, di trattopen (faccio il grassetto anche quando scrivo a mano), lettore mp3 e persone che bene o male conosco (o no?). niente telefono. niente mail. niente famiglia per un po. niente contatti di convenienza. niente litigi. niente sorrisini. niente "speriamo che vada bene".

uno zaino pieno di speranze di divertimento, di scoperta, di pensieri.

anni fa avevo bisogno di fare chiarezza sulla persona che ero, che poi sono diventata e che sono. mio padre, che lo sapeva, mi ha portato in montagna, alle terme, con lui. strade di montagna, terme, aria diversa e un buon libro. me l'avevano detto, che io in montagna sarei andata solo in casi strani, perchè io sono un tipo da mare. io senza mare non sto bene.
me l'avevano detto, che quando sarei andata in montagna qualcosa sarebbe cambiato, nel mio modo di vedere le cose. sono tornata e tutto era diverso.
era come diceva Lui, il mio Mezz'Uomo:
"vorrei trovare il Caos al mio ritorno".

avevi ragione tu. e forse non è la prima volta che te lo dico, su questo argomento. avevi ragione tu, ma allora non potevo capirlo. scusami.

ma per ora sono ancora nella mia città, alla mia scrivania, nella mia stanza, con il mio solito mondo fuori. posso ancora scrivere che spero in una Sua parola. posso ancora scrivere che spero che inizi qualcosa Lui, per una volta. posso ancora scrivere che vorrei che si accorgesse di tutto questo, che vorrei che la smettesse di fare come sta facendo.

che il semplice fatto di sentire lo stesso nome, riferito a un'altra persona, mi fa tremare, per un secondo, e mi fa rilasciare qualche strana sostanza nell'organismo, per cui prima mi calmo, e mi rilasso, e mi sento a casa. e poi, quando meno me l'aspetto, mi assale tutto insieme.
e mi fa ammalare, come mi è successo ora. come in questi giorni.

[ lo so, lo so che non è colpa Sua. ma devo pur trovarla una ragione, no? ]

per una settimana voglio che non me ne importi di tutto questo.
voglio solo starne fuori per un po...

...e al mio ritorno
la metterò in culo al mondo.
[ troppa eleganza stanca. e poi sto solo seguendo un consiglio. ]
Lu.
sarà molto lontana
da qui
fino al 14 Marzo.

sabato 7 marzo 2009

il Mio Compleanno...

è quando sono travolta da un buon profumo al momento di entrare in una stanza, e ne sorrido, e lo ricorderò per un po.
è quando mio padre mi fa vedere delle splendide vecchie foto che ha fatto lui, e mi fa leggere la sua agenda di quando aveva 18 anni.
è quando mia madre siede vicino a me e guarda l'orologio, e a mezzanotte mi abbraccia e mi fa gli auguri, e mi chiama come quando ero piccola.
è quando ricevo dei messaggi bellissimi, di persone che amo.
è quando penso che anche se ho un anno di più, ne ho passate di cose.
è quando non sono costretta a ricapitolare cosa è successo fin ora.
è quando decido di andare solo avanti e basta.
è quando arrossisco alla torta. a una delle tante torte con candeline.
è quando ho la febbre, e ne sorrido, perchè so che è una tradizione.
è quando non voglio andare a dormire per non sprecare tempo.
è quando abbraccerei tutti.
è quando vorrei dire quello che penso a chi meriterebbe di saperlo...
è quando sorrido, se pensi che le persone mi ricordano che ora dovrò votare, prendere la patente, evitare di ammazzare qualcuno, e cose del genere.
è quando mi ricordo, solo all'ultimo, che mia Sorella non mi ha detto "Buon Compleanno".
Lu.
ora è 18enne.

lunedì 2 marzo 2009

"Destinatario Sconosciuto".

se non lo scrivo da qualche parte, purtroppo credo che impazzirò.
.
mancano 5 giorni al mio compleanno. domani c'è la simulazione di terza prova, non so niente.
.
e non riesco a smettere di pensare. non riesco a smettere di fermare il mio impulso di riguardare le foto, certe foto, una in particolare. non riesco a smettere di pensarci. non riesco a smettere di pensare a dove sei, a cosa stai facendo adesso. forse penso a con chi sei, adesso. e so che non avrò risposta da nessuna parte. e so che non dovrebbe importarmi. non mi ascolterai, non mi leggerai, e queste sono cose a cui solo io saprò dare un reale significato.
ho come l'impressione che pensarti mi stia logorando, che piano piano mi stia togliendo aria dal corpo. ho come l'impressione che non dovrei, perchè è perfettamente inutile.
perchè tanto sicuramente ora non stai pensando lo stesso.
sicuramente ora non stai smettendo di fare quello che stai facendo (qualsiasi cosa sia) perchè sei troppo pieno di questi pensieri. io si, invece. e non so come fermarmi.
non ne ho idea.
.
a i u t a m i .
.
se sapessi almeno cosa aspettare, avrei un punto fermo a cui aggrapparmi.
se sapessi che potrebbe arrivare un giorno, in cui sarò sicura che è giusto,
quello che sento, quello che penso, quello che provo,
sicuramente non starei così.
sicuramente sarei più sicura
meno in colpa.
.
Lu.
fammi sentire distante
da ciò che più a cuore
mi sta.

domenica 1 marzo 2009

28/02/2009: concerto di Caparezza.

"Rivendica il tuo diritto su te stesso."
Seneca.

Probabilmente non avevo mai sentito così tanto il bisogno di un concerto. Probabilmente non tanto come ieri sera.
e il concerto c'era. Caparezza all'Atlantico live, o ExPalacisalfa.

Avevo esattamente bisogno di finirmi la voce cantando canzoni, di distruggermi la schiena saltando per un paio d'ore, di sudarmi l'anima e, soprattutto, di stare insieme alle persone a cui voglio un gran bene, e che amo.
"io voglio passare ad un livello successivo
voglio dare vita a ciò che scrivo
sono paranoico ed ossessivo
fino all'abiura di me."
Caparezza.
Grazie a tutti quelli che ieri sera erano con me, che hanno vissuto questa cosa sfiancante ma divertente con me, come me.
Vedervi è stato fondamentale.
Sfiorarvi, Saltare e Cantare con voi è stato fondamentale.
davvero.
Lu.
va a ballare all'Orizzonte.