domenica 8 marzo 2009

Tunisia, aspettami.

ascoltami. parlami. guardami.
cercami. trovami. tienimi.
scoprimi. conoscimi. aspettami.

quando si dice che qualcosa casca davvero a pennello, eh?
avevo bisogno di vacanza, ed ecco arrivare una settimana fuori. e non è una settimana in campagna, o una settimana in montagna da qualche parte. è una settimana all'ESTERO. dove non parlano la tua lingua, dove sei costretto a inventarti dei modi per farti capire e per non creare casini. una settimana per riscoprire una lingua che parlavi anni fa.

una settimana per S T A C C A R E da T U T T O.
per staccare da chi ci resta male, per staccare dai litigi, dalle ansie, per staccare da chi conosci, da chi vorresti che ti conoscesse. per staccare dalla routine, dalle abitudini.
una settimana per conoscere nuove cose, per sentire nuovi odori, per pensare a nuove cose.
una settimana per dimenticare da dove vengo, quali sono le mie storie. una settimana per dimenticare cosa faccio.

mi porterei solo le mie passioni, solo la musica, solo la fotografia, solo qualche pagina per scrivere. e così farò. macchina fotografica, moleskine con le pagine bianche, una camionata di bic (rigorosamente) nere, di trattopen (faccio il grassetto anche quando scrivo a mano), lettore mp3 e persone che bene o male conosco (o no?). niente telefono. niente mail. niente famiglia per un po. niente contatti di convenienza. niente litigi. niente sorrisini. niente "speriamo che vada bene".

uno zaino pieno di speranze di divertimento, di scoperta, di pensieri.

anni fa avevo bisogno di fare chiarezza sulla persona che ero, che poi sono diventata e che sono. mio padre, che lo sapeva, mi ha portato in montagna, alle terme, con lui. strade di montagna, terme, aria diversa e un buon libro. me l'avevano detto, che io in montagna sarei andata solo in casi strani, perchè io sono un tipo da mare. io senza mare non sto bene.
me l'avevano detto, che quando sarei andata in montagna qualcosa sarebbe cambiato, nel mio modo di vedere le cose. sono tornata e tutto era diverso.
era come diceva Lui, il mio Mezz'Uomo:
"vorrei trovare il Caos al mio ritorno".

avevi ragione tu. e forse non è la prima volta che te lo dico, su questo argomento. avevi ragione tu, ma allora non potevo capirlo. scusami.

ma per ora sono ancora nella mia città, alla mia scrivania, nella mia stanza, con il mio solito mondo fuori. posso ancora scrivere che spero in una Sua parola. posso ancora scrivere che spero che inizi qualcosa Lui, per una volta. posso ancora scrivere che vorrei che si accorgesse di tutto questo, che vorrei che la smettesse di fare come sta facendo.

che il semplice fatto di sentire lo stesso nome, riferito a un'altra persona, mi fa tremare, per un secondo, e mi fa rilasciare qualche strana sostanza nell'organismo, per cui prima mi calmo, e mi rilasso, e mi sento a casa. e poi, quando meno me l'aspetto, mi assale tutto insieme.
e mi fa ammalare, come mi è successo ora. come in questi giorni.

[ lo so, lo so che non è colpa Sua. ma devo pur trovarla una ragione, no? ]

per una settimana voglio che non me ne importi di tutto questo.
voglio solo starne fuori per un po...

...e al mio ritorno
la metterò in culo al mondo.
[ troppa eleganza stanca. e poi sto solo seguendo un consiglio. ]
Lu.
sarà molto lontana
da qui
fino al 14 Marzo.

2 commenti:

  1. come darti torto.
    hai proprio ragione, dagli in culo a questo mondo, te lo meriti.
    poi che altro dire, la tunisia è fantastica e te lo dice uno che c'è stato.
    fai tanto shopping che là le cose costano poco e poi quando tornerai, con le nuove attrezzature, faremo una cosetta molto figa. ahahah yeah!!!

    saluti, lu tunisina, adesso piu tunisina che mai.
    buon viaggio.

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  2. ci stiamo confidando in questo momento, che bella questa cosa. che bella la tua presenza. sono meno spaventata, credimi. va tutto meglio comunque, anche se forse non si risolverà con così poco, ora va tutto meglio.
    grazie.

    ti voglio tanto bene..

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