venerdì 24 dicembre 2010

Vigilia di Natale.

ciò che mi aspetto dall'Oggi è questo.
Una gattona enorme molto poco convinta e "Blankets" nell'edizione con la fascetta segnalibro e la copertina rigida. Col letto sfatto e il rumore zuccheroso delle fusa.
Oggi non avrò la nausea e non mi verrà da vomitare perchè l'ho deciso io. E non tossirò e non avrò mal di gola e non sentirò neanche freddo ai piedi e non pioverà più. Perchè l'ho deciso io.
Io lo odio il Natale. Più di ogni altra cosa al mondo.
Ma oggi ho una Gatta morbida sul letto e la graphic novel più bella che esista.
Ma oggi le zollette di zucchero si sono sciolte per bene nel caffè, che è diventato molto più buono e l'ho bevuto lentamente anche se era freddo.
Ma oggi ho messo i calzini pelosi che tengono caldo e sono rossi e stanno bene col cielo grigio.
ciò che mi aspetto dall'Oggi è questo.

martedì 21 dicembre 2010

Devi soffrire.
piangere. urlare.
sentire il diaframma che si contorce e si tende.
devi passare le notti a strapparti le ciglia.
con la consapevolezza che non c'è nessuno che può aiutarti davvero.

Ed io voglio esserci, quando succederà.
voglio guardarti, mentre succederà.

Allora, forse, se ne potrà riparlare.

sabato 18 dicembre 2010

17 12 10.

Ieri è sceso A. da Bologna e ha portato la neve a Roma.
Per il resto, è stata una giornata abbastanza di merda.
che fosse venerdì diciassette chissenestrafotte.

mercoledì 15 dicembre 2010

I Want to Hold Your Hand.

Oh yeah, I'll tell you something,
I think you'll understand.
When I'll say that Something
I Want to Hold Your Hand.

Oh please, say to me
You'll let me be your man.
And please, say to me
You'll let me hold your hand.
Now let me hold your hand,
I Want to Hold Your Hand.

And when I Touch You
I Feel Happy Inside.
It's such a feeling that My Love
I can't Hide.

martedì 14 dicembre 2010

troppo limoncello troppo domani è probabile che rileggerò queste parole e non mi renderò neanche conto di averle scritte.
non ci sei. punto.
mi butto a dormire. capace pure che soffoco.

sabato 11 dicembre 2010

3.15

sono le tre e quindici del mattino adesso, ed io penso solo a quanto vorrei che mi disegnassi addosso nuvole invisibili con un pennello intinto nell'acqua di mare.

giovedì 9 dicembre 2010

L'unica cosa che sopporto del Natale è pensare ai regali da fare.

Buongiorno, ieri mi sono comprata un regalino di Natale.
di terza mano, ma io sono piena di Speranze.
Così effedue non si sente sola nei momenti bui
(o momenti sottoesposti, che dir si voglia).


Ieri mi sono anche pianta l'anima in mezzo ad una piazza. Lo devi sapere.
Fortunatamente c'eravate Voi, che mi sapete ascoltare, che sapete capire il mio punto di vista, e che non mi lasciate cadere mai. Perchè io non vi lascerei cadere mai.

Siete la mia Forza,
la mia Certezza migliore.
avete, come sempre, tutte le energie che ho, tutto il mio cuore.
quando di cuore non ce ne sarà rimasto più molto, avrete anche tutto il mio fegato, e i polmoni.

lunedì 6 dicembre 2010

Vorrei salire con te su un treno. Prenotare due biglietti per un regionale infinito, preparare quattro panini col pane a cassetta e imbustarli a due a due. Lavare due mele, una rossa e una verde, prima di metterle nello zaino. Porterei con me i cruciverba e due matite e tu potrai dormire con la testa sulle mie gambe e le cuffie nelle orecchie, tenendomi stretta la mano sinistra perchè quando ci teniamo per mano si dorme meglio. Vorrei sparire con te e vivere in una soffitta di legno col sole che entra da piccole finestrelle tonde e guardare la polvere brillare nell'aria delle lame di luce.

domenica 5 dicembre 2010

Ogni Volta.


(come)
fosse
l'ultima.

4.12

Non sono riuscita ad arrivare ai sei mesi. Niente medaglia per il record.
Sono giornate troppo pesanti da sopportare, e tutto è troppo difficile, è tutto troppo pieno di sensazioni, è tutto troppo e io non ci sono riuscita. Ho pianto per strada da sola camminando sempre più lentamente, con una canzone a loop nelle orecchie e nella testa la consapevolezza che tutto prima o poi sarà dimenticato. Cresceremo ancora e non ci sarà più nulla. Sarai un messaggio sul cellulare al mio compleanno e uno a capodanno. Poi magari una partecipazione di matrimonio, il tuo. Non saremo più nulla e io dimenticherò l'odore delle nostre pelli insieme. Dimenticherò tutto. Io non ti voglio dimenticare mai. Non voglio che tu svanisca. Non ti voglio dimenticare e una due tre quattro lacrime nel buio della strada, e uno due tre quattro lacrime sul tram, non sono neanche scesa alla fermata giusta.

giovedì 2 dicembre 2010

Ho visto nella mia testa, mentre scendevo dal tram, MS che teneva per mano una ragazza elegante con i capelli corti un bel paio di tacchi e la corona d'alloro in testa di chi s'è appena laureata.
Mi sono vista nuotare in un grande lago e fuori di me c'è la nebbia e fa freddo. Poi il sole, tu. Ed è di nuovo caldo, c'è di nuovo vita calore sentimento. Ho così tanta speranza dentro di me che davvero non so che farne. Ora sto scrivendo seduta sul bordo di una fontana coi pesci rossi e bianchi dentro. So per certo che l'acqua è gelida, non ho bisogno di metterci un dito dentro.
Tu, il sole, distante e bellissimo. Che solo a guardarti mi sento abbronzare.
Quanto ti manca l'amore?

mercoledì 1 dicembre 2010

Vedi, io ad immaginarti come una puttana proprio non ci riesco.
Ti immagino bene alcool scuro e trasparente senza ghiaccio o cannuccia e ti restano i capelli attaccati al bancone appiccicoso di qualcosa di lurido, ma tu hai una pelle bianca e bellissima, che si sposa col nero e col rosso come fosse Maggio e ci saranno rose minuscole come le tue mani e pioggia calda, tanta pioggia calda.
Dio, per me tu sei talmente bella che i tuoi capelli mi fanno da labirinto e sono come l'Asterione di Borges, aspetto solo il redentore e per me il dedalo è una casa splendida, e la morte è una cerimonia di poco conto e i cadaveri mi ornano i corridoi.

domenica 28 novembre 2010

30 Ottobre 2010.

ora italiana: 04.48.
ora new yorkese: 22.48.

Tu sei per me come una terra straniera e lontanissima, dove non conosco cultura, clima, usi e costumi. Tu per me sei come qualcosa di spiazzante e piacevolmente inquietante. Non so se devo portare il costume da bagno o il maglione, se pioverà o ci sarà il sole. Tu per me sei come una terra straniera, un posto dove non voglio prendere cittadinanza, per provare ogni volta lo stesso vivido stupore.

sabato 27 novembre 2010

?

ma io non lo voglio sapere che è sabato sera e sto riscaldandomi gli avanzi del riso del pranzo nel microonde per mangiarli da sola probabilmente sul divano.
ma io non lo voglio sapere che ho quasi vent'anni ed è sabato sera e non sono a sfasciarmi da qualche parte.
ssssssht non me lo dite, che magari non me ne accorgo.

giovedì 25 novembre 2010

storie di vita vissuta.

me ne vado in giro per casa con in mano una tazza di the caldo alla vaniglia chiedendo ai muri se hanno sentito di Tom.
dicendo ti prego ascoltami ascoltami bene almeno una volta solo poche parole.
mia madre fa capolino dallo studio, di chi è questa canzone che canti?
del teatro degli orrori mamma.
del teatro degli amori?
orrori, mamma.
teatro dei colori?
o.rro.ri.
teatro degli odori?
O R R O R I.
teatro degli orrori... che nome allegro.

lunedì 22 novembre 2010

h 18:32.

Vorrei prendere il primo treno per Bologna, trovare casa tua e prepararti la cena. Vorrei che bevessimo vino insieme. Un primitivo salentino in onore dei tempi felici. Vorrei dormire tre ore sulla tua poltrona. Stenderti una coperta addosso mentre dormi e svegliarti col profumo del caffè che avrò preparato prima del tuo risveglio. Vorrei lavare i tuoi piatti accumulati da studente fuori sede e piegarti le magliette lavate a mano nel lavandino col sapone di marsiglia. Vorrei ridere con te, girare un paio di canne a turno da accendere al tramonto su Bologna che io non ho mai visto ma che vedrei dalla finestra di casa tua, per la prima volta, con te. Vorrei poi ringraziarti, salire sul treno del ritorno e capire che non ho più rimpianti, che non serve altro e che c'è meraviglia attorno a noi.

venerdì 19 novembre 2010

finchè è giorno va tutto bene non ci penso non ti penso non esisti se non qualche sorriso, sul tram, se non qualche smorfia, sul divano. tu non esisti, finchè c'è luce. ma poi c'è il buio, ogni sera. e a novembre fa buio presto. quando fa buio io non riesco a respirare perchè il senso di colpa mi rosicchia la cavità peritoneale e non me ne frega che non sai cos'è.
perchè non mi hai aperto gli occhi?
non mi hai fatto vedere ciò che stavo per fare, io, da sola?
perchè non mi hai preso per mano perchè non mi hai detto andrà tutto bene non sei costretta ad allontanarti da me?
io lo ricordo eravamo su un marciapiede e io volevo farti tanto di quel male da rovinarti.
ho sbagliato. tutto.
ecco, l'ho detto.
ora, per favore.
ti prego.

giovedì 18 novembre 2010

la pioggia sul viso
sembrano lacrime
ma io non piango
sai da quando.

mercoledì 17 novembre 2010

va tutto bene va tutto bene va tutto bene
ora basta solo che smetto di respirare
e mi lavo le mani almeno altre diciassette volte.
poi andrà tutto bene andrà tutto bene
andrà tutto b e n e.

martedì 16 novembre 2010

quando scrivo qualcosa che mi piace sarà sicuramente qualcosa di assolutamente non pubblicabile qui. per questo ovunque vada ho un block notes con la copertina verde tra le mani e una bic nera fra i capelli.

riprenderò a disegnare perchè non mi piace la mia grafia.

lunedì 15 novembre 2010

mi hai fatto un grandissimo complimento ieri, ora dovrò ripagarti in qualche modo. si, sto scrivendo di te, ora. a te ieri ho detto che t'amavo. c'ho messo quasi due anni ma l'ho detto. non sono una di quelle persone con la frase giusta al momento giusto. ti ho semplicemente detto "io sono stata innamorata di te" e a te è bastato dire "anche io". non ce lo siamo mai detti. fine.
ho contato le volte in cui ho scritto di te qui sopra. sono cinque, non compresa questa. cinque volte e finiscono tutte entro agosto. giusto per amor di cronaca. m'è piaciuta la faccia che avevi quando ti ho detto che di te ho scritto poco e niente. tutto il resto è altro. rido.
comunque in qualche post qua sotto c'è una foto del mio letto, se t'interessa. per amor di cronaca, ripeto.

Novembre e mi sono stati affidati dei segreti che mi stanno mangiando lo stomaco. per questo forse non sto più mangiando tanto. dormo poco mangio poco fumo poco. Novembre e sta cambiando tutto e io lo sapevo. Novembre e clima mediterraneo. Se il tempo è brutto io non voglio uscire di casa e dovrei uscire ma resto magicamente inchiodata alle pareti.

Ma ora, devo lamentarmi.
c'è una ragazza che fa delle foto niente male, ha un ottimo occhio secondo me. pubblica su flickr non mi ricordo neanche come si scrive il suo nome. tutti quanti a dirle "belle le foto ma ancor di più bello ciò che scrivi". questa tipa scrive LASCIERAI con la i santoddio.
va bene, esiste la soggettività e capisco che devo chiudere un occhio magari quella andava di fretta non ha ricontrollato magari l'ha fatto apposta che ne sai.
fine delle lamentele.
ora dovrò mettermi qualcosa con un cappuccio e uscire per andarmene in capo al mondo dall'altra parte di roma rigorosamente col bus per andare a far finta di saper scrivere qualcosa a comando. io non so scrivere a comando, già è tanto se so scrivere qualcosa.

sabato 13 novembre 2010

LIBERA.


"Prevarremo perché la nostra causa è giusta,
perché la nostra causa è fondata.
La Storia è dalla nostra parte.
Il Tempo è dalla nostra parte."

dopo sette anni.
sei mancata al mondo.

venerdì 12 novembre 2010

11.11

il più potente afrodisiaco che esista.
l'olfatto è qualcosa di incredibile.

mercoledì 10 novembre 2010

cuscino nero teste bianche sogni rossi.

le mie clavicole sembrano sagomate sulle tue.


domenica 7 novembre 2010

Buongiorno.
io sono felice.

sabato 6 novembre 2010

Vorrei scattarti una foto che non parli di te, ma dell'assenza di te.

venerdì 5 novembre 2010

gizeta.

questa foto è per Pix,
perchè lui sa.
Grazie.
Ci siamo regalati tanto,
non dobbiamo smettere di regalarci tanto.

(p.s. temo dovrai ingrandirla.)

giovedì 4 novembre 2010

10.10 circa.

Sul tram alle dieci e dieci circa dopo due ore di psicobiologia e psicologia fisiologica un perfetto sconosciuto o meglio sconosciuto perfetto ha sbloccato la mia tachicardia. Ci siamo guardati numero tre volte, tre come il tram, e poi è sceso all'altezza della città universitaria. e io tachicardia. e io sorriso. e io andare in un negozio per finire un regalo importante in un giorno non proprio qualunque. e io allungare strada da fare a piedi perchè oggi c'è sole meraviglioso.

martedì 2 novembre 2010

Indian Summer.

Mi piace fare le sorprese.
Esaudire un desiderio così piccolo che neanche lo ricordi.
Tu ancora non lo sai.

lunedì 1 novembre 2010

per sedici anni della mia vita ho avuto una cotta per un ragazzo di un'altra città. ci vedevamo solo l'estate, per un paio di settimane. lui di qualche anno più grande di me, io sempre troppo piccola per tutto. da bravo nordico, ha il gelo ovunque. difficilmente si lascia scappare una risata di gusto, ma non è assolutamente il classico bello e tenebroso. anzi. biondo e ingenuo e a me non sono mai piaciuti tanto i biondi e ingenui. ad eccezione di lui. il massimo dell'erotismo che riuscivo ad immaginare era l'odore della sua camera da letto nella casa al mare.
tutto ha subito una brutta piega quando ho fatto il grave errore di confidarmi con una mia cugina, la quale ovviamente ha riferito tutto al diretto interessato. da quel momento, molto disinteresse da parte mia, ovvio imbarazzo. dopo quell'anno, niente più cotta stratosferica per lui.
a diciassette e diciott'anni avevo qualcun'altro. ovviamente, quando io non l'ho guardato più, lui ha iniziato a guardare me. l'anno scorso che ne avevo diciotto lui ha anche conosciuto il mio ragazzo di allora e hanno stretto molta amicizia, fatto che mi ha dato da sorridere.
l'estate dei diciannove anni non avevo nessuno nè avevo intenzione di avere nessuno. le nostre famiglie terrone provano a combinare un matrimonio più o meno da quando abbiamo due anni e mezzo. lui mi stava vicino quando camminamo e faceva di tutto perchè bevessi di più, perchè mi sciogliessi e diventassi una diciannovenne idiota. come ho detto, biondo e ingenuo. lui di qualche anno più grande di me, io sempre troppo piccola. avevo dimenticato che i ragazzi sono più stupidi.
in autunno, pochi mesi fa, mi dice sali al nord, vediamoci. e io prendo un treno senza dirlo praticamente a nessuno perchè ho bisogno di uscire da roma per un po', ho bisogno di respirare aria diversa, di spegnere il cervello per un po'. quattro giorni insieme. viaggi in macchina musica scrivere parlare cantare pure. alzati fino all'alba a parlare e a ridere come dodicenni. restando a parlare in mutande sdraiati su un divanoletto perchè ci conosciamo da sempre. senza sfiorarci neanche un secondo perchè è giusto che sia così.

domenica 31 ottobre 2010

Clem. Again.

L'altra notte ero da un'ora sul 101 che passa per Lexington. come in trance, ho preso il block notes e ho scritto per te. col tuo odore in mente.
non ha senso che io trascriva qui le banalità che ti ho dedicato, perchè tanto non ti importa tanto non ci sei. tanto.

"Io non sono un'idea, Joel, ma una ragazza incasinata che cerca la sua pace mentale, non sono perfetta."
"Non riesco a vedere niente che non mi piaccia in te, ora non ci riesco."
"Ma lo vedrai, ma lo vedrai! Certo, col tempo lo vedrai. E io invece mi annoierò di te, mi sentirò come in trappola perchè è così che mi succede!"

giovedì 28 ottobre 2010

NY day 7.

vorrei scattare più foto col fish eye.
vorrei poter dire "mi manchi".
vorrei dipingerti addosso.
vorrei che il mio unico indumento fosse una camicia
possibilmente tua.
vorrei riuscire a provare qualcosa.

oggi MoMA.
la situazione emozionale sta lentissimamente
migliorando.
forse.

mercoledì 27 ottobre 2010

NY day 5.

sono troppo lontana
,
non riesco a fidarmi.

domenica 24 ottobre 2010

NY day 3.

albe di new york. tramonti di new york.
taxi autobus ferry boat e adesso programmi di cucina in tivù.
mi sento profondamente stupida.
sono dall'altra parte del globo europocentrico.
nella mia bolla dove non arriva calore. qui fa così freddo.
13° di massima. 3° di minima.
questa città o la sia ama o la si odia, lo dicono tutti.
io ancora non lo so. è tutto troppo grande troppo alto per me.
io invece voglio gli spazi riassunti. dove non si può non stare a contatto.
per quanto sia grande questa città, per quanti abitanti ci siano
non c'è calore umano.

a Ground Zero
ho ricominciato a sentire le voci.
avevi ragione tu.
la mancanza di calore umano aiuta a sentire meglio.

martedì 19 ottobre 2010

?.

quante volte hai provato qualcosa per qualcuno e non gliel'hai detto?
quante volte?
te ne sei pentito?
pensaci.
quante volte hai avuto paura e non l'hai detto a nessuno?
quante volte?
te ne sei pentito?
pensaci.


domenica 17 ottobre 2010

Oggi, in un negozio,
ho visto il primo albero di Natale dell'anno.
L'inizio della fine.

poi però alle 22.34
rispunta il sorriso
e sono guarita.
vieni qui.
schiaffeggiami.
fammi sentire che fa male.
lo sai cosa mi fa salire il terrore.
spaventami.
fammi sentire che fa paura.

fammi provare qualcosa.
qualsiasi cosa.

sabato 16 ottobre 2010

ho lasciato un post-it sul tavolo con sopra scritto
vado a dormire da lei. ci sentiamo domani. forse. baci.
stamattina mi chiama per dirmi che non ci ha creduto che non c'è cascata e invece io stavo proprio da lei. non s'è fidata chissà dove stavo. ha detto
poi dobbiamo parlare.
e io per poco non ho vomitato la colazione.
cosa ho fatto ora cosa c'è che non va bene
trattieni anche il pranzo nello stomaco sarà una stronzata.
a casa la cerco come stai come è andata la serata ieri sera le chiedo
tutto bene, c'era poca gente abbiamo mangiato bene, dice lei.
senti mà, cosa mi dovevi dire?
mi tremano i piedi cosa è successo ora
niente, fa lei, volevo solo chiederti
perchè non fai una mostra di fotografie tutta tua?
perchè non pensi di pubblicare un libro di racconti?
lo fanno cani e porci e tu che potresti davvero non lo fai.

giovedì 14 ottobre 2010

F.

fuori piove fortissimo.
io stasera ho visto un film che di solito mi fa piangere, ma niente.
allora ho messo su qualche pezzo di J Brel che di solito mi fa piangere, ma niente. ho cercato ricordi dolorosi, cosa che di solito mi fa piangere, ma niente.
ora ho sentito la voce di un uomo che considero un padre per me. parla di cose e anche se non li vedo so che i suoi occhi stanno brillando. lui è lì, ed è appassionato in qualcosa che ama. lui è lì, e io ora piango. solo una lampada da scrivania, solo il rumore della pioggia.
neanche le mie lacrime fanno rumore. sono invisibili.
le mie lacrime sono la pioggia, ora.

mercoledì 13 ottobre 2010

Sole.

vedi, se ti lasciassi entrare io lo so cosa ne faresti di me.
io sono il sacchetto di popcorn che metti nel microonde e lasci scoppiettare fino a bruciare perchè sei distratto. intanto, tutto si scioglie.
non senti l'odore della plastica fusa? non senti?
io non posso lasciarti entrare perchè faresti strazio di me. se ti lasciassi vedere, se ti lasciassi ascoltare. e tu hai gli occhi di vetro, non voglio che cadano.

con questo sole non si vede niente.

(vorrei mettere una fotografia qui, ma sto scattando in analogico e quindi niente.
ah-ha.)

lunedì 11 ottobre 2010

qualcos'altro.

se respiro profondamente mi fa malissimo il cuore.
al solito, insomma.
apnea.

io non riesco più a provare nulla.

mercoledì 29 settembre 2010

Blad Tarantula.

persistente odore d'erba nelle narici nella testa.
persistente dolore al collo e alla colonna.
persistente tensione al movimento.
i vetri appannati.
tutto qui.
pick one.
choose one.

blad tarantula.
Time for the massive come sing ya.

lunedì 27 settembre 2010

Dimmi chi sei.

tutte le volte che vorrei parlarti e non posso, muoio.
tutte le volte che qualcosa di te mi capita sotto gli occhi, muoio.
tutte le volte che so che sei da qualche part e ho paura di incontrarti, muoio.
tutte le volte che ho paura di pensarti, muoio.
non si può morire per sempre.
non so come fare.

domenica 26 settembre 2010

Stanotte ho sognato.

Tu eri nella mia cucina e io mettevo sul fuoco l'acqua per il the. Evitavo di prestarti attenzione per non far sfumare via i pensieri e tu invece portavi il tuo braccio magro intorno alla mia vita morbida e provavi a farmi capire che eri lì. Tutto ciò che sono riuscita a dire è "preferisci lo zucchero di canna o lo zucchero normale?".

è proprio vero che per quanto sappiamo sia difficile, ci riaddormentiamo sperando di poter tornare nel sogno appena scoppiato tipo bolla alla fragola fatta con la gomma da masticare.

Avrei voluto sfiorare le tue cicatrici e lasciarti baciare le mie.

martedì 21 settembre 2010

RIVOGLIO IL MIO AMICO.

sabato 18 settembre 2010

Ti leggerò le mie poesie preferite perchè le porto sempre addosso, scritte sulla carne.
Tu mi guarderai le mani, mentre leggo, perchè andranno a fuoco.
E odorerai di febbre e di malattia.
Poi, bruceremo insieme, lontani.

venerdì 17 settembre 2010

Sabbia.

sto semplicemente uscendo di testa.
sono piena di sabbia nelle vene nei muscoli nelle ossa tutto sta scivolando via. mi tremano le mani. continuo a sbagliare a fare stronzate a scrivere stronzate a dire stronzate non c'è niente di corretto. e ho paura. l'ho detto. ho paura. una paura maledetta che mi fa entrare ancora più sabbia nell'organismo. nello stomaco, sabbia. nel cervello sabbia.
tachicardia. non sto facendo la melodrammatica.
devo smettere di fumare, credo.
lunedì è molto probabile che vado a marchiarmi.
ho rubato la EffeDue (questa in foto) e appena posso vado con Lui, con QuarantaDue, a fare foto in giro armati di analogiche e sarà bellissimo.
mi concentro su questo per smettere di vedere la sabbia che ho anche negli occhi.

giovedì 16 settembre 2010

devo parlare con uno "Straniero" che sa dove abito e che può aver capito una determinata cosa o da qui o da facebook, ma credo da qui.
se leggi qui, e sai che sto cercando te, fatti vedere.
ti prego, dimmi chi sei.
devo chiederti delle cose.

martedì 14 settembre 2010

sono quasi le due del mattino e ho sognato che compravo un'usa e getta e ti scattavo delle foto e tu ridevi e io ero felicissima.

lunedì 13 settembre 2010

dodici.

Oggi è 13 che vuol dire che ieri era 12 ovvero un numero importante. è una data che ne ricorda una in un passato non troppo remoto.
Una bella data, in fin dei conti. Una data che ha fatto cambiare molto.
L'effetto delle ali di farfalla l'hai mai sentito? Un piccolo movimento può generare un enorme cambiamento. Lui. Proprio lui.

Vedi, prima o poi potrò smetterla di calcolare ogni cosa che scrivo in modo che sia ambigua, in modo che sia meno pericolosa possibile. In modo che anche leggendola, non si capisca a pieno di cosa parlo. Di chi parlo. Prima o poi potrò smetterla. Per adesso devi saperlo però, che non hai capito mai niente. Che non hai voluto vedere. Che non hai mai provato ad immaginare. Quando lo capirai davvero, le mie ambiguità non esisteranno più perchè sarò pienamente leggibile anche per te, perchè avrai rimosso tutta la pelle morta che sta sui tuoi occhi. Tutti quei pensieri sbagliati, sono pelle morta. Toglila. Fallo per te.

urrà.

Sono una studentessa di Scienze e Tecniche Psicologiche dell'Intervento Clinico per la Persona, il Gruppo e le Istituzioni che è più o meno il mio sogno, che ha tardato un anno ad avverarsi.
Brava Lu.

sabato 11 settembre 2010

13:46.

Le mie unghie nelle tue scapole.
Le tue unghie fra le mie braccia.
Le mie parole insulse se potessi le rimangerei una ad una.
Il tuo respiro sudato sotto il mio mento tutto questo io lo ricordo.
I miei capelli sparsi su un cuscino troppo piccolo per due crani.
Il tuo sguardo sorridente eravamo bambini.
Caldo, tutto troppo caldo.
Io lo ricordo tu vuoi dimenticare.
Ti maledico ogni giorno che passa.

venerdì 10 settembre 2010

Mater.

Ho provato a proteggerti sempre. Anche mentre dormivi io ti tiravo la coperta sul petto e lo sai. Ho usato il mio corpo come scudo perchè non soffrissi perchè neanche ti venisse in mente di soffrire. Non mi sono opposta neanche se ci soffrivo. Ti ho protetto e sto continuando a fare di tutto per non farti del male non me lo potrei perdonare non me lo perdoneresti.
Eri quello che avevo. Non ho avuto altro.
Ora smetto di proteggerti perchè tu pensi solo a proteggere te stesso e non hai mai pensato a chi prendeva le batoste al posto tuo.
Eri tutto, e ora pur di proteggerti non vuoi sapere neanche che esisto.

povero idiota.

[si, è la mia faccia.]

giovedì 9 settembre 2010

"Dimmi cosa vuoi che faccia e lo farò."
Mi accarezzò i capelli. "Voglio che tu venga da me senza passato. Le frasi che hai imparato, dimenticale. Dimentica di aver frequentato altre stanze da letto, altri luoghi. Vieni da me come fosse la prima volta. Non dire mai che mi ami fino al giorno in cui non me lo dimostri."
"Come lo dimostrerò?"
"Non posso essere io a dirti cosa fare."

Logorìo delle carni. Pelle che si contorce, emana calore, brucia.
Sarebbe tanto facile, ascolta le voci che senti. Vieni qui, dimentica tutto, parti da zero. Non devi baciarmi se non vuoi. Vieni qui. Rilassa il mio sistema nervoso simpatico. Stringi forte la mia colonna vertebrale.

mercoledì 8 settembre 2010

Piove, ma non me ne frega proprio per nulla perchè ho Blood Sugar a manetta, me ne sto stesa sul letto ad ascoltare l'acqua che impatta col vetro e sorrido perchè si sta proprio bene.
Non c'è qualcuno in particolare che vorrei accanto a me, non mi manca niente.
Sto bene, compris? Escludi i lampi e i tuoni e raggiungi la perfezione.

Il 27 Settembre salutatemi. Capace che non mi rivedete più. Capace che non mi ritrovate tutta intera, non con tutte le ossa al loro posto.
Vado a perdermi, e a ritrovarmi non voglio che ci pensi nessuno.

martedì 7 settembre 2010

"Lei disse: "Noia, procurami un passatempo". Noia rispose: "Come desidera signora", e mettendosi i guanti bianchi, perchè le impronte digitali non lo tradissero, bussò al mio cuore e a me parve che dicesse di chiamarsi Amore."

mille punti a chi indovina cosa ho iniziato a leggere ieri notte.
e non vale usare Gugol.

domenica 5 settembre 2010

Vorrei solo un bacio sul collo.
Esci dalla mia testa ed entra sotto la mia pelle, per favore.
3 Settembre 2010 - h09:10

Ieri sera, ultima in Spagna, ho bevuto sangria. Tornando in ostello, in cielo ho visto cadere una stela. Neanche il tempo di formulare un desiderio, avevo solo il tuo nome in testa.
h19:13

Dalla ferrovia, in un posto in mezzo al nulla della Sierra Nevada, sotto un cavalcavia in costruzione, cicogne e fenicotteri in una pozza d'acqua. Deserto, ulivi. Cicogne e fenicotteri.

h19:23 - Stazione di Marchena.

Ci vuole tempo per ricominciare, per abituarsi alla fine.
Campi giganteschi di girasoli. Morti.
C'è solo un modo per vedere oltre ed è pianificare la propria morte.
Un signore chiude la tenda del suo finestrone. Non gli piace il nulla al tramonto.

h19:27

Ed è come se non avessi mai deciso niente.
Nella mia mente, ora, ci siamo noi che fumiamo sigarette che ci siamo girati, con la mano fuori dal finestrone del treno che si muove di notte. Alcuni dormono, noi fumiamo a porte chiuse e guardiamo la brasca che vola col vento. Fumiamo sul treno e non ce ne frega perchè siamo giovani e belli. Perchè non è cominciato nulla. E forse anche perchè uno di noi a turno fa il palo.
2 Settembre 2010 - treno Granada/Sevilla. Durata totale: 3h.

In mezzo alla Sierra Nevada sul treno che ci riporterà a Siviglia da Granada. Oggi è la giornata dei pensieri contorti, dei sosia e delle sostituzioni di persona. è iniziato in sogno ed è continuato anche da sveglia. Forse un incubo, forse utile. Bisogna vivere queste paure per lasciarsele alle spalle. Abreagire, questo è il termine. Devo tornare a Roma necessariamente, ma questo viaggio mi è servito e mi ha fatto bene. Il mio corpo si doveva spostare dovevo migrare scoprire cercare. Non so cosa ho trovato, ma qualcosa ho fatto mio. Inutili discorsi di stampo romantico. Oggi ho visto il sosia di Arcobaleno e così l'ho fatto passare alle spalle perchè non ne vale la pena. Poi ho visto il sosia di GP e così l'ho fatto passare alle spalle. Una ragazza sul bus aveva i capelli rossi, dello stesso colore che ha ora Lei. Non voglio farla passare alle spalle, Lei.
Ancora Sierra Nevada. Credo che dormirò, spero di non sognare.

Granada - day 3.

2 Settembre 2010 - h09:00 circa.

Sveglia. In una camera d'albergo matrimoniale sto a pancia in su e ascolto i rumori. Cameriere che rifanno i letti al piano di sopra lasciando la tivù accesa per farsi compagnia. I rumori della strada fuori. Il rumore del mio respiro, dei miei pensieri.
Stanotte ho sognato. Anche troppo. E so cosa significano i sogni che ho fatto e mi spavento. Stamattina penso troppo e non va bene. Oggi torniamo a Siviglia, domani l'aereo per tornare a casa. Sonostata bene, adoro la Spagna, ma c'è qualcosa che mi trattiene a terra.
Mia madre è uscita presto non so per dove e non è ancora tornata. Vorrei che l'aereo fosse oggi. Sono stanca e piena di pensieri idioti che voglio cacciare dalla mia testa. Voglio smettere di pensare e basta.

Granada - day 1.

31 Agosto 2010 - h15:51.

Mamma dice che qui è come Napoli. Io non l'ho mai visitata per bene, quindi non lo so. So che qui le persone sono tante, si muovono velocemente, non ti ascoltano o ti rispondono male. La signorina del centro informazioni era troppo occupata a vedere le foto su facebook, così ha detto che dovevamo guardarcelo da sole dove sta il nostro ostello.

Forse sto iniziando a sentire la stanchezza. Fra una settimana ho il test d'ingresso nella facoltà nuova e me ne sto in Spagna. C'è qualcosa che non va.
Oggi sul treno non riuscivo a riposarmi così ho cancellato moltissimi dei suoi vecchi messaggi dal telefono. Mi sono sentita così stupida...

Cordoba - day 2.

31 Agosto 2010 - h09:22

Forse sto vivendo un periodo Bianco.
Mi piace giocare alla 16enne virginale che non ha mai conosciuto una delusione d'amore, che non s'è mai sentita usata sfruttata maltrattata. Mi piace far finta di essere una ragazzina curiosa che forse pensa a qualche ragazzo lontando sperando che anche lui pensi a lei, qualche volta. Chissà.

Cordoba - day 1.

30 Agosto 2010 - h18:02

Cordoba odora di urina e shampoo. Tutto sommato è piacevole.
Hanno costruito palazzi alti e stretti per non farci arrivare il sole. Piccolo particolare, così non arriva neanche aria. Si soffoca, e tutto quello che senti è questo odore di shampoo.

Sevilla - day 3.

29 Agosto 2010 - h11:05

Come ogni brava fotografa 15enne che si rispetti, entro da Starbucks, pago il mio frappuccino de cafè con la nata (panna), ma prima di berlo lo riempio di scatti.

Oggi ultimo giorno di Sevilla. Torneremo venerdì per andare all'aereoporto per tornare nell'inciviltà. In quello che chiamano "il paese del sole" lo dice anche De Pardieu.

h13:08

Treno con destino Malaga la nostra parada es la primera: Cordoba Central.

Sevilla - day 2: Reales Alcazares.

28 Agosto 2010 - h17:59

Giardino immenso, palazzi lussuosi e arabeggianti.
43°C. Sete. Solo acqua naturale aromatizzata al cloro.
Tutto è di una poesia frustrante. Non ti lascia riflettere.
Il vento è un enorme asciugacapelli decisamente inopportuno.
Tu non rispondi e io lo facevo.

venerdì 3 settembre 2010

Sevilla - day 1.

27 Agosto 2010 - h19:14

Dal pullmann che ci ha portato qui dall'aereoporto ho visto due giovani uomini baciarsi alla fermata del bus.
Ho pensato che non c'è benvenuto migliore, se vieni in Spagna.
In piazza del Prado un cartello elettronico ci ha svelato l'arcano: alle 4 del pomeriggio fanno 45°C. Fortunatamente nella tramvia, dove c'è l'aria condizionata, fanno solo 40°C. Che culo.
Ci sono chioschi dei giornali che vendono agua muy fria, che sarebbe in pratica una bottiglia di ghiaccio. Inutile dire che ci ha salvato la vita.
Lo spagnolo mi piace come sempre. Qui è diverso dal Catalano a cui m'ero abituata. Qui qualcosa si capisce, anche se parlano ad una velocità normale. Forse dobbiamo ringraziare le martellanti canzoncine dei balli di gruppo.
La camera dell'ostello credo sia 4x4, ma ci basta. Ho fatto subito una doccia, principalmente per poter avere la testa bagnata.

h20:25

Tapas, Mojitos y Cerveza.

Lu.

mercoledì 25 agosto 2010

Ho macchiato il letto di Sangue mentre ero in un altro mondo.

Mi mette ansia essere in ritardo e così cerco di essere sempre almeno puntuale se non in anticipo di qualche minuto. Se sono in ritardo è solo perchè mi sono fatta la doccia all'ultimo secondo o perchè ci sono rimasta sotto per troppo tempo. Cerco sempre di non essere in ritardo perchè mi mette ansia. Calcolo i tempi per evitarlo.

Ora ho 19 anni ma sto vivendo come se ne avessi 16. Minuti infiniti al telefono con le amiche che sono dall'altra parte del mondo. E io ho sempre odiato stare al telefono è una cosa che odio mi fa sentire stupida e non vedo l'ora di chiudere. Ma quella era la "me 19enne". La "me 16enne" ride al telefono e dice "ah ma tu non saaaaai". La "me 16enne" vuole trovare una soluzione per non far scolare la matita dagli occhi così da non sembrare un panda. La "me 16enne" pensa che dovrebbe dimagrire di almeno quattro o cinque chili. Almeno. Perchè la collezione autunnale di Zara è veramente figa e piena di cose fighe che alla "me 16enne" piacciono molto, ovvero cose svasatissime e sciarpe giganti. Cappelli e borse strane. Ma se non dimagrisco di ALMENO quattro o cinque chili col cavolo col cavolo. La "me 16enne" deve cambiare telefono perchè quello di ora ce l'ha da quattro anni e non funziona quasi più nulla. è pieno di sabbia. La "me 19enne" penserebbe che è poetico avere la sabbia nel telefono, anche se non puoi più premere tasti che non servono a nulla, come quelli verde e rosso per aprire e chiudere le chiamate. Che ci dovrai mai fare, è romantico avere la sabbia nel telefono.
La "me 16enne" sta ascoltando la stessa musica che la "me 19enne" ascoltava tre anni fa cioè quando aveva sul serio 16anni. Questo non è da considerarsi un vero Ritardo. Direi piuttosto una Riscoperta. Forse anche pensare alla propria forma estetica di signorina non è sbagliato, e non è che sei frivola se pensi che dovresti dimagrire perchè così ti sentiresti meglio a guardarti. Forse anche questa è una riscoperta. Forse posso spendere qualche soldo per un telefono nuovo perchè il mio mi fa arrabbiare quando si spegne da solo mentre stavo chiamando negli Stati Uniti, cazzo.

Dunque, non sono più in ritardo perchè sono in riscoperta. Sono in riscoperta. Non sono in anticipo, sto percorrendo una strada nuova. Faccio a modo mio. Strada nuova. Non c'è ansia nella riscoperta, non c'è paura, non c'è preoccupazione.
18 giorni dopo, oggi c'è la Luna Piena.

io lo dico sempre, quando c'è Lei succede sempre qualcosa. Non è detto che sia male o bene, ma qualcosa succede. Ed oggi è successo. E io sto bene.

[si, l'ho presa da Gugol.]

martedì 24 agosto 2010

Promemoria: perdere chili presi in Calabria. porcavacca però sarebbe tutto più facile se le cose di giù non fossero così buone!

Va bene. ok. lo ammetto. è stato un periodo. un periodo e basta. ora posso smettere di starmene nel mio sudario di lino. vorrei uscire ma fa troppo caldo quindi sto in casa col ventilatore rubato e le persiane chiuse. ascolto il disco nuovo dei Pendulum e mi fa schifo per ora. nuovammerda che non mi piace. che c'è? sto diventando tradizionalista?
resisto perchè stiamo facendo questo bel gioco del prima io prima tu e non mi piace molto. ci fa sembrare tredicenni. non esiste nessun "ci". mi fa sembrare una tredicenne che pensa troppo e si gode poco l'istintività. tanto la moda del mese è "Luisa è una tredicenne".

"Sti cazzi".
Metto su Propane Nightmares ed esco.
Svaligio Feltrinelli e torno.

Lu.
13enne convinta.

lunedì 23 agosto 2010

{scritto ascoltando "Dreaming" di Tiesto.
magari ascoltarla aiuta a non vomitare.}

Appena sveglia, stamattina, ho buttato un saccone da spazzatura di carte vecchie. Fogli con appunti, vecchi fogli di idee, vecchi biglietti da visita di posti in cui sono stata. Vecchi ricordi. Un saccone pieno. Buttato via.
Ora la mia scrivania è vuota di cose vecchie e piena di cose nuove. Un paio di pile di libri da leggere. Un paio di pile, non un paio di libri. Domani vado a comprare almeno altri 10 tomi, ho deciso di sperperarmi il patrimonio.
Mi sto sentendo molto ragazzina perchè in questo post parlo di cose belle, viaggi, libri, foto, e uso tante virgole, cosa che di solito non faccio. Molto teenager insomma.
Sto approfittando di questi pochissimi giorni a Roma per rimettere molte cose sulla retta via e per farcirmi di cose nuove. Nuova musica, nuovi libri, nuovi film, nuove persone. Nuovo tutto. Stranamente non m'è ancora venuto in mente di tagliarmi i capelli. Di solito è la prima cosa.

Smetto di pensare perchè c'è troppa gente nella mia testa. Troppe persone a cui non so dare uno scopo. Smetto di scrivere perchè è già la terza volta che cancello sistemo cancello pubblico mi fa schifo. Smetto di scrivere perchè sennò mi viene da scrivere di te e non voglio non devo non posso.
Quindi, aspetto.

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domenica 22 agosto 2010

guardo quel tuo bel faccino e mi viene in mente che chissà che ulcera ti stai facendo venire perchè voi pomiciavate e invece noi scopavamo.

insomma, sono a Roma.
di nuovo per poco.

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mercoledì 18 agosto 2010

Sindrome di Stoccolma.

gli Arcobaleni li preferisco con i capelli, grazie.

stasera sono afasica perchè non ricevo parole non ricevo pensieri non c'è linea e a mandare un messaggio ci spende anche un sacco perchè Italia-Resto del Mondo costa.
sono afasica perchè mi ci sono svegliata e il libro che sto leggendo non mi soddisfa ma è un regalo e io mi sono già bevuta tutti i libri che mi ero portata qui. No, non ci sono librerie.
è l'Ade, qui.

ho risentito gente che mi ha fatto del male. e stranamente, stavolta, non mi ha fatto male. non mi fido, però.

quindi, ridate i capelli agli Arcobaleni, ridate a me la capacità di fare foto, ridate alle virgole il loro vero significato perchè io l'ho dimenticato e ormai le ho fatte cadere in disuso, ridatemi la mia montagna di libri che ho dovuto aspettare l'estate per leggere.
detto questo, forse vedrò una rossa rossissima entro fine mese e rivoluzionerò tutto dai primi di Settembre. ho troppe cose in cantiere.
vuoi anticipazioni?
quatsi tuoi. forse prima o poi ne scriverò.

bacibaci
un'afasica.

lunedì 16 agosto 2010

è il sedici agosto oggi, credo.
mi sono bevuta 4 libri in 10giorni perchè non ho un cazzo da fare.
non fotografo, non scrivo quasi per niente.
la notte è molto più proficua del giorno. di giorno fanno quaranta gradi e non sto scherzando. di giorno c'è questo accento che ormai ho ripreso ad usare anche io come sempre quando sono qui torno alle origini.
la casa è in alto la chiamano "il pizzone" e da qui si sente tutto quello che succede sulla statate, sui binari, poi sul lungomare e via verso il mare vero e proprio. a tutte le ore passa e ripassa un carretto che ci invita al circo. circo.
a roma c'è l'arrotino. ad amantea (CS) c'è il circo.
canta un gallo dalle 5 del mattino fino alle 10 di sera, poi fa una pausa e riattacca alle 5. qualche notte fa io ero sveglia a quell'ora e c'era anche lui sveglio a quell'ora così ci siamo scritti che stavamo facendo e l'ho invidiato, come sempre. come sempre.
poi c'è stato quello che io ho pensato essere un terremoto ma l'ho sentito solo io. ora sono convinta fosse la mia tachicardia che faceva muovere i mobili e il letto matrimoniale in cui dormo ovviamente solo io.
tutti in giro per il mondo posti nuovi esotici e mojito come piovesse e io sempre qui sempre qui.
ma la notte tutto è ribaltato. per strada si parla italiano e io mi sento ridicola perchè vorrei coprirmi perchè mi faccio schifo ma per i jeans lunghi è troppo caldo così minigonna e imbarazzo mi sento una tredicenne. c'era un bel ragazzo ed era simpatico e pensavo che avremmo parlato un po'. poi lui ha detto che è interessato alla quindicenne amica di mio fratello. yeah.
sto scrivendo stronzate le sto vomitando perchè non scrivo da un po' e devo buttare giù pensieri sennò divento una sfinge come dice sempre mia madre e non parlo non muovo i muscoli facciali.
eccole le stronzate.
non ricordo il tuo odore.
sono appiccicata alle lenzuola bianche.
non ce la faccio più voglio tornare a roma sticazzi che fa caldo e che non c'è niente ma qua ogni giorno mi uccide la notte prima e vorrei fosse solo notte, perchè
le mie notti sono migliori dei vostri giorni.

sabato 7 agosto 2010

Diario di Viaggio #5.

o2 Agosto 2010 - h 18:10

Provai a dormire.
Mi ricordai della tua schiena sudata sotto la mia mano.
Rimasi sveglia.
Non c'è gusto così.

[...]

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sabato 31 luglio 2010

Diario di Viaggio #4.

{mi dispiace, il Diario di Viaggio #3 non può essere trascritto qui. Ops.}

24 Luglio 2010 - h12.34

Qui mandano i Ministri e penso che è vero è tutto vero c'è una specie di scenografia che mi fa dire è vero è tutto vero, ma il giorno è così diverso dalla notte.
C'è musica sigarette alcool mare vento è il Paradiso ed è vero è tutto vero, ma è una scenografia un cartellone colorato. So solo che voglio perdere la testa perchè non voglio più vedere le struttura lessicali delle cose non voglio sapere vedere capire solo immaginare che le scenografie siano vere e che sentirò queste cicale per tutta la vita. Una strage. Pensa se tutte queste cicale si incazzassero, si incazzassero tutte insieme. Cosa siamo rispetto a queste cicale? Ci lasciano le loro crisalidi come memento mori. Provano a dircelo.
Non posso averti perchè non porto il tacco 13 per parlare al telefono a casa. Non posso averti perchè io non sono così creativa. Non posso averti perchè non ho le ciglia lunghissime e il trucco colorato lo smalto sulle unghie e la vita da vespa. Non posso averti perchè tu sei lì e ci sei sempre stata e io non ci sono mai stata e quando c'ero ero sbagliata. Non posso averti perchè fra tutte le persone che me la fanno prendere a male tu sei in pole position. Non posso averti perchè m'hai fatto vedere gli arcobaleni e l'ho amato odiato. Non posso averti perchè non sai neanche che esisto probabilmente e perchè continuo a parlare quando ci salutiamo e invece dovrei solo tacere tacere e respirare il momento in cui ti avvicini alla mia guancia per fare finta di darci un bacio sopra. Non posso averti perchè sei in alto e io sono in mezzo e ondeggio. Non posso averti perchè perchè perchè non posso averti?

E chissene frega se sai leggere e magari capiti qua e pensi sta ragazzina è pure più vecchia di me e scrive ste stronzate chissenefotte io scrivo lo stesso perchè nei miei sogni voi vi avete fra di voi e io scatto foto per niente ragionate.


Non mi piace come sto facendo foto in questo periodo. Quindi scrivo scrivo scrivo perchè non posso averti come vorrei.


P.S.
stanno arrivando le foto scattate in terre salentine. Fanno schifo come la mia autostima quindi siate buoni. Fatemi un sorriso falso.

Lu.

giovedì 29 luglio 2010

Diario di Viaggio #2.

{ Importa davvero che giorno era? }

Unione di più elementi incongruenti tra loro. Sottile collegamento logico. Tessuto cicatriziale che rimanda al sotto di un tavolo, di una tovaglia bianca ricamata, di una casa al piano terra. Gerani, credo lilla, giganti, in vasi da due soldi dell'Ikea.
Chiudo gli occhi e l'immediata conseguenza è la tua lingua calda che nella mia testa scioglie il mio collo congelato, i tuoi sospiri di freddo nelle orecchie, il mondo è così bagnato. Il mondo è freddo umido e si scioglie con la punta della lingua con la punta di un dito. Con un soffio d'aria.
Sale, tanto sale in questi giorni. C'è qualcosa che non va detta. Qualcosa che va nascosto, non dirlo per non perderne la polverina magica. Si, proprio quella che ti si appiccica alla pelle e ti fa sembrare sempre sudato.
Vorrei che le foto avessero musica, ma non parole. Odori. La pelle al sole, la sabbia fra le dita dei piedi. Sono in armonia con tutto. Mi va bene anche essere così sporca sudata salata e insabbiata in continuazione. Più ci si lava più ci si sporca.
Chissà come sono andati i Suoi due giorni al mare. Mi andrebbe di sentirla ma io non so come fa la sua voce al mattino già l'ho detto e quindi niente.
Mi piace stringerti al petto quando io sono appena uscita dall'acqua e tu invece stai morendo di caldo e quando impattiamo tu apri la bocca chiudi gli occhi butti la testa indietro e non controlli i suoni che fai uscire da quella bocca e vorrei premere lì la mia e sentire le costole le scapole le costole le scapole ora non so come potrei pensare ad altro ed infatti non lo faccio. Penso solo ad una spiaggia con qualche starnuto d'erba verde ogni tanto e noi che ce ne freghiamo ce ne freghiamo dell'alba che sta per arrivare e del fatto che avremo la sabbia dove non si dovrebbe mai avere la sabbia.
The first cut is the deepest, baby I know.

So che non è una mia scelta io sono solo su una zattera di legno vecchissimo che però sta su come cristo comanda.

C'è un divario gigantesco e il ponte è silenzio rosso delle labbra che si strusciano.

Diario di Viaggio #1.

17 Luglio 2010 - Ora indefinita, notte, dopo le 23.30.

Partiti da RM Termini e già mi sento a casa mia. Mi servono loro, mi serve il treno. Mi serve scrivere illuminata dalla luce blu notturna della carrozza 1 posti da 51 a 56. Posti indefiniti persone che conosco ma forse no. La conosco la persona che sta scrivendo ora?
Fuori dal finestrone ogni tanto qualche luce e mi piace vedere come sta l'arancione di fuori col blu del dentro.
M. è seduto davanti a me e ha i calzini rossi e io avevo immaginato li avesse rossi.
Marianna è stesa su due sedili dorme ma con gli occhiali da sole.
è bello è bellissimo. Ora seconda fermata Colleferro. Prima c'è stato Ciampino e c'è passato un aereo proprio vicino vicino al treno. Voglio fare qualche foto.

venerdì 16 luglio 2010

15 Luglio 2010 h23.

Sto scrivendo perchè Lei mi ha detto che dovrei scrivere di più, che sono portata, che le piace. Scrivo di notte illuminata dalle luci di un palco lontanissimo. Acqua fra me e le luci. Odore di fumo nell'aria c'erano lucciole ora solo erba musica vento parole di persone che non conosco e che probabilmente non ne vale neanche la pena.

Non voglio vederti nella mia testa voglio vederti davanti a me che mi sorridi e mi dici qualcosa di importante per te. Adoro questo odore, mi fa sentire a casa.
Rock psichedelico progressivo elettronico folkloristico nell'aria. Odore di erba fumo cioccolato nero canne micce nell'aria. Sono a casa.
Violini violini violini dove sei? Dove sei dove sei. Voglio che tu stia in silenzio qui vicino a me a sentire questi violini violini violini.
Quello che tu scrivi che mostri, manda in orbita. Estasi musica anima respira.

è la terza pagina, sento solo violini e chiacchiere. Calco sempre più con la penna. Carta inutile. bianca sembra avorio sembra argento sembrano lacrime.
Dove sei ti voglio lontanissimo o a contatto con la mia pelle. Le vie di mezzo sono solo ansia tachicardia violenza al cervello.
Luci viola luci viola il violino non vuole smettere non deve smettere.

Non voglio scrivere di Te voglio scrivere di Lei dei suoi capelli scoloriti delle sue unghie mangiate del suo modo di scrivere di stupirsi. Voglio scrivere di Lei per Lei perchè non conosco il suo profumo e vorrei sapere come fa la sua voce di mattina.
e Lei non è mia e Tu non sei mio e io non voglio essere di nessuno.

La musica si placa, io no.

"Sono felice, Clem. Sono esattamente dove vorrei essere."

Chitarra acustica mi viene da piangere.

E sono altrove.

Sudare ballare ridere rollare fumare muoversi cantare sudare di più. I capelli il cappello la maglietta i bassi sotto la terra nel petto sulle mani.
Volere la vicinanza volere il calore.
Sentirti dentro, subito dietro il mio il tuo sorriso.
Le mani che suonano le gambe che tengono il ritmo la morbidezza dei movimenti.
La libertà, la verità, la musica.

Vedo tutto a rallentatore. Non voglio vedere più nulla o vedere tutto adeso. musica musica musica sguardi verità.

Tu sei vero e tutto il contrario del vero.

Ho dimenticato il tuo odore. Se non ho delle fonti, potrei anche perderlo per sempre. Almeno fino alla prossima fonte.

Dimmi che ci vedremo dimmi che riparleremo dimmi che avremo un segreto anche piccolo dimmi che ci sei dimmi che ancora esisti da qualche parte nell'universo. Non nel mio, ma da qualche parte si.

Lu.

giovedì 15 luglio 2010

3 days.

Qualche sera fa stavo vivendo una serata veramente inutile. stesso posto stessi amici stessa piazza l'unica cosa diversa era che avevo messo la gonna più corta che ho per vedere di movimentare la serata. decido di sedermi perchè dalla strada gente in macchina ci scattava foto al culo e ho pensato che non è stata una buona idea. accanto a dove mi vado a sedere c'è una macchina fotografica. compatta nikon coolpix 7mp con 300 foto già dentro. non dico niente la accendo guardo le vecchie foto. una coppia, sempre la stessa, che si bacia. stanno insieme da tanto, penso io. forse convivono. le serie di foto sono molto distanti tra loro magari ce n'è una per ogni mese. non mi piace appropriarmi di cose non mie, ma penso che una compatta mi servirebbe proprio e quella fa schifo ma è gratis. mi dispiace per le foto dentro, non le ho cancellate.

c'è quella canzone che mi cantate sempre perchè sapete che mi fa sorridere arrabbiare per finta ma dentro mi viene da urlare e a me non dispiace. non riesco a vedere la tua faccia voglio solo ascoltare la voce non me ne frega niente se stoni. quello che è davvero importante è che io lo so, non me ne frega niente se tu continui a salire scendere salire scendere. non voglio più aggrapparmi con le mani i piedi voglio solo tuffarmi come ieri starmene nuda in mare e non me ne frega niente se la gente dalle barche intorno guarda e ci sono i bambini e non dovrei.
voglio solo sapere che ancora esisti.

mi sono ustionata in rapida successione: le spalle soprattutto la sinistra, le gambe soprattutto la destra, le mani come al solito, la schiena ed è stato simpatico dormire stanotte.
non sono più bianca, questa è la cosa importante. sono color aragosta color pompelmo d'Israele che noi boicottiamo, ma passerà, mi riempio di crema. non sono più bianca. non sono più come ero prima, questa è la cosa importante.

Lu.
piede che batte il tempo.

domenica 11 luglio 2010

Non ho mai letto un solo, singolo libro di Fabio Volo. secondo me è anche intelligente, per carità. non ho mai letto niente di Fabio Volo.
è arrivato il letto nuovo, quello vecchio, a castello, è stato imballato ed è sparito. ci dormivo da quando ho imparato a dormire in un letto alto due metri. non ho mai collegato questa cosa al mio terrore per le altezze. dormire in alto mi è sempre piaciuto ma stare in alto, se non nel mio vecchio letto, mi spaventa. i pavimenti di vetro più di ogni altra cosa. c'è un ristorante cinese, ci siamo stati, che ha i pavimenti di vetro e sotto c'è un acquario. mi terrorizza e mentre ci camminavo sopra stavo ben attenta a parlare parlare parlare parlare per non pensare che ci stavo camminando sopra, per non pensare che peso una sessantina di chili e che quanto potrà resistere il vetro?
dicevo, il letto nuovo. è grande. ci si sta benissimo in due. ma io sono una. comunque, immagino ci si stia bene in due. mia madre, che è piccina, ci stava comoda con me. appena verrà Lei lo proverò con Lei, forse. staremo stese a guardare quanto sono più in alto i quadri ora che il letto vecchio non c'è più, e quanto la mia camera sembri più grande del solito buco pieno di libri che è sempre stato. le mensole le avevamo ordinate, ma il falegname ci ha comunicato che è diventato di colpo troppo vecchio per farle. non ho mensole, ho libri per terra, sul tavolo, nell'armadio, in testa, nelle borse, sulle scatole. tutti libri che volevo leggere questa estate perchè immaginavo che sarei stata con te stesa da qualche parte all'ombra e ora mi resta solo l'ombra. e il letto nuovo. e quintali di pagine stampate. quasi tutti saggi di psicologia, a dirla tutta.
quindi, tu sei così convinto che sia vero, che sono una a cui piace essere intelligente. no, mi piace solo legegere di psicologia e sono nata con la grave condanna di capire quello che non mi dici.

quando bevo straparlo.
questa è la mia colpa.

ok ora sono stanca e ho caldo. la smetto di scrivere perchè mi voglio fare una doccia gelate e ho capito che da quando il letto vecchio non c'è più io ho una parete bianca a disposizione per fare foto.


(purtroppo questa genialata non è uscita dal mio cervellino.)

Lu.

mercoledì 7 luglio 2010

Maggio ha piovuto.
Giugno ha piovuto.
è Luglio. Piove.

è stato fantastico, mi tremavano le gambe e il rumore dello scatto si fondeva con il battito cardiaco, con le vibrazioni del basso.
è stato così fantastico, che torno felice a pensarci.

ho scattato 361 foto, che ho ridotto a 40. alla faccia dell'autocritica!
presto, appena avrò il permesso di farlo, ne pubblicherò qualcuna.
perchè è stato fantastico.
e voglio rifarlo.

Lu.
panta.rei.

lunedì 5 luglio 2010

Era d'estate e tu eri con me
era d'estate tanto tempo fa
ora per ora noi vivevamo
giorni e notti felici senza domani

Era d'autunno e tu eri con me
era d'autunno poco tempo fa ora
per ora senza un sorriso si spegneva l'estate
negli occhi tuoi

Io ti guardavo e sognavo una vita tutta con te
ma i sogni belli non si avverano mai

Era d'estate e tu eri con me
era d'estate poco tempo fa
e sul tuo viso lacrime chiare
mi dicevano solo addio.

["Era d'Estate" - F. Battiato.]

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Lu.

domenica 4 luglio 2010

Hai usato una foto che ti ho scattato io quando siamo fuggiti insieme.
In quella foto, tu sorridi perchè stai guardando me.
Sono contenta che tu arrivi a nuovi traguardi, davvero. Vorrei che riuscissi a diventare grande in quello che fai, e che tu ti possa sentire finalmente soddisfatto. è una preghiera per te.
Ci credo davvero.

lo scrivo qui perchè forse un giorno quando sarai triste e ti andrà di sbirciare qualcosa forse capiterai qui e spero di poterti riuscire a tirare su di morale.

Lu.
le nubi sono già più in là.

25 Random Facts.

Un amico ha fatto uno di quei giochetti su facebook dove devi scrivere 25 cose a caso su di te. cose che gli altri di solito non sanno. siccome non ho molto di meglio da fare e mi piace questo fatto di ciò che gli altri potrebbero non sapere di me (visto che è l'argomento del mese), ho pensato di farlo anche io, ma qui.
Dunque, ecco 25 cose che forse non sai di me.

1) Mi spaventano 3 cose nel mondo: le altezze, la velocità e i temporali con tuoni e fulmini.

2) Al contrario, adoro la pioggerellina estiva. (in mancanza di essa, anche gli annaffiatori automatici vanno bene).

3) Ho imparato a nuotare prima che a camminare. non ho più smesso per anni e anni e anni. e ancora oggi, una delle cose che più mi fa sentire bene nell'universo è nuotare.

4) Ho imparato a scrivere prima degli altri bambini della mia età. per un periodo ho scritto senza conoscere l'utilità di uno spazio fra una parola e l'altra, così scrivevo sulle mattonelle sul muro della cucina usando uno di quei pennarelloni da lavagnetta senza mettere neanche uno spazio fra una parola e l'altra, facendo risultare le mie frasi bene o male così: "ciaomammacomestaicomeèandatalagiornata?".

5) Ho preso lezioni di pianoforte per un paio di mesi quando ero bambina, perchè mio padre voleva che diventassi una bella bambina bionda che suona il pianoforte per i parenti a Natale. Ho smesso perchè la mia insegnante me l'ha fatto odiare.

6) Ho suonato il flauto traverso come autodidatta per un breve periodo. Ho smesso quando ho iniziato a collegare pessimi ricordi a quello strumento che mi era stato regalato da persone che avrei voluto dimenticare per sempre.

7) Odio il contatto fisico non richiesto. Quindi persone appiccicose e autobus troppo affollati sono spesso evitati.

8) Non mi piace il cioccolato. Sopporto solo il fondente all'arancia o il nocciolato.

9) Mi piace sperimentare qualsiasi nuovo tipo di cibo. Un giorno mia madre ha fatto uno strano risotto alle fragole. Si, hai capito bene. Risotto alle fragole. Sono stata l'unica ad assaggiarlo.

10) Anche se sono curiosa in fatto di cibo, quando prendo un gelato, chiederò sempre gli stessi due o tre gusti (cocco fragola yogurt).

11) Quando vedo un libro che mi piace non posso fare a meno di comprarlo, col risultato che in camera mia ci sono più libri che ancora non ho letto che altro. Devo far montare delle nuove mensole, o dovrò andare a dormire sul divano.

12) Esco pazza per gli odori. è il senso che preferisco. Adoro soprattutto quello della frutta, dei libri, del caffè e della pelle al sole.

13) Non mi piacciono le creme. Purtroppo ho la pelle molto chiara, e se mi metto al sole mi scotto in 3 nanosecondi. sono costretta a cospargermi di crema ogni 10 minuti, e questa cosa mi fa molto schifo.

14) chiedimi qualsiasi cosa, ma non di lavare i piatti se non hai guanti da cucina. Odio avere le mani unte. Arrivo a lavarle anche una ventina di volte al giorno (si, sono ossessiva compulsiva, lo so).

15) Sono profondamente innamorata della tragedia greca. Euripide soprattutto. Ho uno strano feeling con Medea.

16) Se dovessi scegliere un mestiere che si discosta dalla Psicologia, il campo che ho scelto e che trovo perfetto per me, mi piacerebbe doppiare, ma mi vergogno da morire a recitare. ecco, mi piacerebbe recitare, ma mi vergogno troppo.

17) Da piccola sognavo moltissimo e poi raccontavo quello che avevo visto, o lo scrivevo su qualche quaderno. Ora ho qualche problema col sonno, e quando mi sveglio ho la sensazione di non aver sognato affatto. Durante il giorno ho come dei flash di cose che immagino di aver sognato, ma che non riconosco.

18) Scrivo. Scrivo ovunque, anche addosso a me o alle altre persone. Ho sempre tenuto un diario, da quando avevo 13 o 14 anni. Ultimamente scrivo quando non riesco a togliermi qualche frase dalla testa, su un block notes che porto sempre con me. A volte scrivo qui, quando non trovo una penna.

19) Mi piacerebbe saper cantare, ma come per la recitazione, mi vergogno. Sotto la doccia io ballo.

20) Ho un debole per i nerd. Si, i nerd. Per me l'uomo ideale deve essere quasi totalmente privo di muscoli, avere necessariamente una barba, i capelli non troppo corti e possibilmente gli occhiali. Il problema è che io sono abbastanza alta, direi quasi 1,80. i nerd non li fanno così alti.

21) Odio i miei piedi, ma in compenso mi piacciono le mie mani.

22) Vorrei poter avere sempre addosso la macchina fotografica. La mia pesa tanto, e necessita di estrema cura. Forse passerò all'acquisto di una buona compatta che io possa portarmi sempre dietro.

23) a Settembre andrò a tatuarmi. So già cosa fare, dove, quanto costa e come curarlo. Devo solo aspettare che si sblocchi una cosa e per festeggiare andrò a marchiarmi. Per scaramanzia non ho detto a nessuno cosa rappresenterà il disegno.

24) vorrei essere più bassa, più magra, con meno culone, con un naso più piccolo, i capelli più rossi, i piedi più corti. penso tutte queste cose, ma poi mi scoccio e mi piaccio così. (:

25) siccome non sono molto sicura di me, sono convinta che queste 25 cose che ho scritto qui siano la conferma della mia banalità e della mia cupaggine. Il fatto è che io SONO così. quindi chissenefotte. (:

Se avete gradito, magari fatemi leggere qualche vostro fatto random.

Lu.
tutto vero?
Ieri sera ero ad emozionarmi ballando sotto ad un palco. Mi sono divertita.
Stamattina ho capito da qualche frase qua e là che ieri sotto lo stesso palco c'eri anche tu. Non ci siamo visti, non so se ti sei divertito.
La cosa simpatica è che tu hai sempre detto "tu non sei la ragazza che balla", e l'hai deciso tu, deducendolo dalla tua ampia conoscenza di me. E invece io sono una ragazza che balla, e tu non l'hai mai voluto scoprire.
Ieri eravamo sotto lo stesso cielo, sotto lo stesso palco. E io non riesco ad augurarmi che tu sia stato bene.
Riesco solo a pensare che magari mi hai vista ballare, e ti sei detto che tutto quello che pensavi di me è sbagliato. Ancora una volta.

Lu.
balla.

sabato 3 luglio 2010

Girlish.

numero vestiti comprati: 2
numero magliette comprate: 3
numero mutandine comprate: 1

ore passate in giro per shopping: 1 e mezzo circa (gelato incluso)
spesa totale: 46,50 € (gelato escluso)

vado a risparmio. ci sono i saldi.
tenetemi lontana da zara o faccio una strage.

ah, oggi è 3 Luglio. e piove.


Lu.
sono una donna
solo da poco.
"Insieme a te non ci sto più
guardo le nuvole lassù
cercavo in te
la tenerezza che non ho
la comprensione che non so
trovare in questo mondo stupido.
Quella persona non sei più
quella persona non sei tu
finisce qua
chi se ne va che male fa.
Io trascino negli occhi
dei torrenti d'acqua chiara
dove io berrò.
io cerco boschi per me
e vallate col sole più caldo di te.
Insieme a te non ci sto più
guardo le nuvole lassù
e quando andrò
devi sorridermi se puoi
non sarà facile ma sai
si muore un po' per poter vivere.
Arrivederci amore ciao
le nubi sono già più in là
finisce qua
chi se ne va che male fa."

["Insieme a te non ci sto più."]

Lu.
finisce qua.

venerdì 2 luglio 2010

"Stranger, if you passing meet me and desire to speak to
me, why should you not speak to me?
And why should I not speak to you?"


- W. Whitman.

[dedicato a Te, che sai ascoltarmi e tacere.]

Closer to the Edge.

No I'm not saying I'm sorry
One day, maybe we'll meet again
No I'm not saying I'm sorry
One day, maybe we'll meet again
No, no, no, no.

Qui tutto cambia. In poche ore è tutto diverso, e i giorni sembrano non andarsene mai.

Ieri notte, tornata a casa, mi stesa nel letto con mia madre, stranamente sveglia, e la gatta, ovviamente sveglia. Abbiamo parlato, lei ha ignorato l'odore di birra e sigarette, e sono stata felice. Ero felice già prima di tornare a casa. Il solo pensiero, mi rende felice.

Ho scattato qualche foto alla Manifestazione di Piazza Navona contro la "Legge Bavaglio". Mistero dei misteri, le foto mi piacciono. Sto sviluppando sempre di più una personalità fotografica. Amo sempre di più quello che faccio, ma resto sempre molto autocritica. Ecco cosa mi ci vorrebbe: qualcuno di spietato che mi dica in faccia tutto ciò che posso migliorare.
E poi, qualcuno che invece mi dica di provare con lui. Qualcuno che mi dica "fotografa me", "esercitati su di me", "prova con me".

So che ieri ho scattato foto. Oggi già sono in astinenza.


[questa è solo una delle foto scattate ieri,

le altre le trovate tutte qui, in caso vi possano interessare

http://www.flickr.com/photos/fotograficamentelu/ ]

Lu.

formato quadrato.

giovedì 1 luglio 2010

La verità è che quando tornerai, a me farai schifo, e non vorrò più neanche parlarti o vederti o ricordarmi il tuo odore.
ecco tutto.
scopati qualche biondina insipida e goditela bene. però giuramelo, non cercare più il mio sorriso su nessun viso. giuramelo.
io sono orgogliosa di me. permalosa, forse. offesa, sicuramente. "delusa".
-
vedi, io non lo voglio un rapporto serio. io voglio solo essere felice come quei 3 minuti. almeno una felicità simile a quella di quei 3 minuti. non hai capito niente di me. niente.
immagini male.
ma se ti fermi lì, allora sei tu in torto.
-
bye bye baby.
-
com'era bello far l'amore con te.

Lu.
punto.

mercoledì 30 giugno 2010

comprare sigarette e cenare dal cinese con Lei, ma solo dopo aver finito quell'inutile pagina in cui scrivo stronzate sul perchè mi piace scrivere stronzate.

tanto ho un blog che non legge nessuno, tantovale trasformarlo in una lista della spesa gigante.


[ poor cactus. ]
Lu.
per la serie:
vecchie abitudini.

Ta Daaaah.

Via il vecchio layout. Dentro uno nuovo che imparerò ad usare.

Oggi sono riuscita ad ascoltare una canzone che pensavo di non riuscire ad ascoltare per un po'. e invece, silenzio. non me ne sono neanche accorta. solo quando è finita.
sono fiera di me.

ieri sera volevo disegnare, così ho scritto. oggi dovrei scrivere, ma voglio fotografare.
sono molto coerente.

per il resto, non so bene cosa mi stia succedendo, ma neanche me ne frega.
voglio solo essere felice come lo ero quei giorni. di nuovo.

Lu.
wish me luck.

mercoledì 23 giugno 2010




Signore e Signori,
vi presento, in caso non la conosceste,
Audrey Kawasaki.

Io la amo.
Lu.
il penultimo, poi.

lunedì 21 giugno 2010

Vorrei Potessi Vedermi Ora.

"Io disseziono ogni piccola cosa e a volte mi espongo troppo,
ma almeno ho dei sentimenti.
Tu credi di essere forte perché le donne per te sono intercambiabili.
Tu sicuramente non soffrirai, non ti renderai ridicolo,
ma così non t'innamorerai mai.
[...] Io farò una serie infinita di cazzate,
ma so di essere più vicina all'amore di quanto non lo sia tu."

["La verità è che non gli piaci abbastanza."]


Lu.
bye bye baby.

martedì 25 maggio 2010

lunedì ho un esame pallosissimo. lo rifarò a luglio, pefforza.
appena finisco la sessione rivoluziono tutto, a partire dalla mia camera da letto a finire con questo posto virtuale depresso. cambiamo layout e tutto.

voglio fare troppo shopping.
chi mi accompagna?

Lu.
fusa.

lunedì 3 maggio 2010

Maggio.

Se non li taglio al più presto, finisce che mi ritrovo impiccata dai miei stessi capelli durante la notte. Ho già in mente come, devo solo avere il coraggio di farlo. Ne ho bisogno, credo.
Ho anche bisogno di rivoluzionare la mia camera, ma credo che questo avverrà dopo la sessione d'esame, quindi dopo la prima metà di giugno o addirittura a metà luglio. Ci sarà la morte per caldo, ma vabbè.
Ho bisogno di esporre qualche nuova foto, potrebbe farmi bene all'autostima.
Ho bisogno di sperimentare qualche nuova foto, stasera esco con un gruppo di fotografi del corso e andiamo a fare foto in notturna. Speriamo di riuscire a cavarne qualcosa di buono.
Ho una voglia estrema di scattarle qualche foto. Di vederla, di ridere. Di capire di che sa.
Ho bisogno di andare al mare, con la crema stavolta. E di riposarmi facendo parole crociate senza schema all'ombra e al fresco, ascoltando solo musica e il rumore del mare. Anche per questo, bisognerà aspettare la fine della sessione.
Ho bisogno di finire qualcuno dei millemila libri che devo leggere. Toccherà aspettare.
Ho bisogno che per una volta siate voi a cercare me, e non il contrario. Ho bisogno di fare la figlia, per una volta, e non i genitori. Entrambi i genitori.

Ho bisogno di concentrazione.
Ho bisogno di comprensione.
Ho bisogno di amicizia.
Ho bisogno di libertà.
Ho bisogno di ascolto.
Ho bisogno di tanto, tanto alcool.
Ho bisogno di divertirmi.
Ho bisogno di fotografare.
Ho bisogno di suonare.

e non ho bisogno di nessuno. Solo di me stessa.

Lu.
stufa.

mercoledì 28 aprile 2010

Ho cambiato metodo per fare il colore ai capelli, è venuto uno schifo.
Ora comprerò shampoo alla camomilla e inizierò a schiarirli per farli arrivare ad una base sufficientemente chiara da farli diventare arancioni. Si, li voglio arancioni.

Sono uscite le date degli esami, che qlo, sono una attaccata all'altra.
Non so niente, ma non me ne frega. Devo solo riuscire a superarli in modo abbastanza decente da permettermi di passare alla Facoltà dove sono destinata, dove devo riuscire ad entrare.
Quindi devo superare Psicometria, Psicologia Sociale, Psicologia Dinamica. yeah.

Intendo rubare la F2 di mio padre, perchè è arrivato il momento della pellicola. Prima o poi arriva a tutti, a me è arrivato ora, forse nel momento meno opportuno, ma se non avessi la Fotografia onestamente non saprei dove sbattere la testa.


[P.S. questa è una Nikon F2, la mia preda.]

Approposito, ho una voglia matta di esporre delle foto. Di far vedere al mondo che sono migliorata, mi sono evoluta. Finisce che le attacco in strada. Non sarebbe una cattiva idea. Occupare abusivamente una parte di città per esporci fotografie... se qualcuno me l'appoggia, lo possiamo organizzare. Tanto siamo rivoluzionari, no?

Questo weekend vado a rubare scatti a Perugia, insieme a 3 spiriti guida. Ne ho bisogno. L'ultima boccata d'aria prima di perdere qualsiasi contatto con la realtà sociale, prima di immergermi, in apnea, fra duemila pagine che tanto non ricorderò. Non ho neanche il tempo di riassumerle. Bye bye metodo di studio!

Alla fine di tutto questo, mi taglierò i capelli e ballerò.

Lu.
cazzocazzocazzissimo.

lunedì 19 aprile 2010

non riesco a dormire bene, perchè i miei capelli sono troppo lunghi.
quando mi giro, finiscono sempre sotto arto o a qualche altra parte del mio corpo, e non è proprio comodo.
ho deciso che deve essere questo il motivo dell'insonnia. questo e nessun altro.

p.s.
tocca rifare l'hennè.
stavolta li voglio carota.

Lu.
stranezza.

mercoledì 7 aprile 2010

uccidimi.
voglio partire e basta.
annullare la mia esistenza.
annullare i miei ricordi.
vivere di sensi.
non dover spiegare niente a nessuno.
puro istinto.

voglio divertirmi,
perchè non mi diverto più.

ho quasi vent'anni, e non posso accoppiarmi.
ho quasi vent'anni, e non mi sto divertendo.
ho quasi vent'anni, e non sono per niente soddisfatta.

non ho idea di cosa sia la felicità.
non so esprimermi.

le foto che ho scattato oggi fanno cagare.
da stamattina ho le palpitazioni per la pressione bassa.

se pensate che mi stia solo lamentando di cose inutili
e che in fondo io sia una ragazzina, ok.
però pensateci: state leggendo il mio blog o no?
ecco, quindi se dovete giudicare, fuori dai coglioni.
(e non mi riferisco solo a chi sbarra la casella "conati di vomito" e non si degna manco di scrivere perchè)

ora nei brani casuali è uscita una canzone che non riesco ad ascoltare
da 4 anni abbondanti.
mi metto e decido di ascoltarla.

e questo è il 90esimo post che ho scritto da quando sono qua.
pensate che palle.

Lu.