venerdì 26 febbraio 2010

autoanalisi.

[copio queste cose da Wikipedia,
non avendo ancora comprato
un manuale di psicopatologia.]

Il disturbo borderline è un disturbo di personalità che viene sinteticamente descritto come grave patologia caratterizzata da instabilità pervasiva dell'umore, delle relazioni interpersonali, dell'immagine di sé, dell'identità e del comportamento, e una più generale anomalia nella percezione del senso di sé.

Il termine borderline deriva dall'antica classificazione dei disturbi mentali, raggruppati in nevrosi e psicosi, e significa letteralmente "linea di confine". L'idea originaria era riferita a pazienti con personalità che funzionano "al limite" della psicosi pur non giungendo agli estremi delle vere psicosi o malattie gravi (come ad esempio la schizofrenia).

Il disturbo borderline di personalità è definito oggi come disturbo caratterizzato da vissuto emozionale eccessivo e variabile, e da instabilità riguardanti l'identità dell'individuo. Uno dei sintomi più tipici di questo disturbo è la paura dell'abbandono. I soggetti borderline soffrono di crolli della fiducia in sé stessi e dell'umore, tendono a cadere in comportamenti autodistruttivi e distruttivi delle loro relazioni interpersonali. Alcuni soggetti possono soffrire di momenti depressivi acuti anche estremamente brevi, ad esempio pochissime ore, ed alternare comportamenti normali.

Si osserva talvolta in questi pazienti la tendenza all'oscillazione del giudizio tra polarità opposte, un pensiero cioè in "bianco o nero", oppure alla "separazione" cognitiva ("sentire" o credere che una cosa o una situazione si debba classificare solo tra possibilità opposte; ad esempio la classificazione "amico" o "nemico", "amore" o "odio", ecc.). Questa separazione non è pensata bensì è immediatamente percepita da una struttura di personalità che mantiene e amplifica certi meccanismi primitivi di difesa.
La caratteristica dei pazienti con disturbo borderline è, inoltre, una generale instabilità esistenziale. La loro vita è caratterizzata da relazioni affettive intense e turbolente che terminano bruscamente, e il disturbo ha spesso effetti molto gravi provocando "crolli" nella vita lavorativa e di relazione dell'individuo.

Diagnosi secondo il DSM:

Il disturbo di personalità borderline è un disturbo delle aree: affettivo, cognitivo e comportamentale. Le caratteristiche essenziali di questo disturbo sono una modalità pervasiva di instabilità delle relazioni interpersonali, dell'autostima e dell'umore e una marcata impulsività, che iniziano nella prima età adulta ma possono comparire già nell'infanzia e sono presenti in una varietà di contesti, come indicato da cinque (o più) dei seguenti sintomi:

1) Frequenti ed immotivate oscillazioni dell'umore
2) Persistente instabilità nell'immagine di sé
3) Frequenti ideazioni suicide e/o comportamenti autolesivi
4) Senso cronico di vuoto e inutilità
5) Paura ingiustificata dell'abbandono, che spinge spesso a comportamenti manipolatori e/o possessivi atti ad evitare lo stesso
6) Comportamenti impulsivi in almeno due aree a rischio, quali ad esempio: gioco d'azzardo, guida spericolata, abuso di sostanze, disturbi dell'alimentazione, sessualità promiscua o sregolata
7) Sintomi dissociativi infrequenti e, comunque, circoscritti a periodi di particolare stress (para-allucinazioni)
8) Marcata disforia e reattività emotiva, incapacità di controllare la rabbia e/o comportamenti eterolesivi
9) Oscillazione fra estremi di idealizzazione e svalutazione all'interno delle relazioni interpersonali

[trascrivo alcuni estratti dai miei appunti
presi alla lezione di Psicologia Dinamica del 24/02
tenuta dal professor LaForgia.]

BORDERLINE: si assumono comportamenti in relazione con gli altri, per rafforzare la propria concezione di identità.

Se la madre è imprevedibile, ansiosa o ostile, il bambino non sperimenta i suoi interventi e le sue cure come tentativi di trarlo in salvo dalle situazioni traumatiche cui il suo IO è sottoposto. Diviene dunque complesso selezionare gli stimoli e viene compromessa la possibilità di sviluppare una corretta capacità percettiva.

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Le conclusioni spero di poterle trarre da qualche parte, prima o poi.

Lu.
ha davvero bisogno
di un libro di
psicopatologia.

1 commento:

  1. be interessante autoanalisi, tuttavia ci sono aspetti che interessano anche me per i quali anche io stavo pensando di andare da un qualcuno che sapesse spiegarmi da esterno come appaio e cosa pensa, di quello che io le voglio raccontare deve essere interessante tuttavia, per come la vedo io essere sani anche mentalmente, preclude una capacità di movimento del proprio pensiero che invece una persona con un disturbo in piu possiede...poi va be psicopatologia della vita quotidiana parla da sola ecco, buon freud.

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