domenica 31 ottobre 2010

Clem. Again.

L'altra notte ero da un'ora sul 101 che passa per Lexington. come in trance, ho preso il block notes e ho scritto per te. col tuo odore in mente.
non ha senso che io trascriva qui le banalità che ti ho dedicato, perchè tanto non ti importa tanto non ci sei. tanto.

"Io non sono un'idea, Joel, ma una ragazza incasinata che cerca la sua pace mentale, non sono perfetta."
"Non riesco a vedere niente che non mi piaccia in te, ora non ci riesco."
"Ma lo vedrai, ma lo vedrai! Certo, col tempo lo vedrai. E io invece mi annoierò di te, mi sentirò come in trappola perchè è così che mi succede!"

giovedì 28 ottobre 2010

NY day 7.

vorrei scattare più foto col fish eye.
vorrei poter dire "mi manchi".
vorrei dipingerti addosso.
vorrei che il mio unico indumento fosse una camicia
possibilmente tua.
vorrei riuscire a provare qualcosa.

oggi MoMA.
la situazione emozionale sta lentissimamente
migliorando.
forse.

mercoledì 27 ottobre 2010

NY day 5.

sono troppo lontana
,
non riesco a fidarmi.

domenica 24 ottobre 2010

NY day 3.

albe di new york. tramonti di new york.
taxi autobus ferry boat e adesso programmi di cucina in tivù.
mi sento profondamente stupida.
sono dall'altra parte del globo europocentrico.
nella mia bolla dove non arriva calore. qui fa così freddo.
13° di massima. 3° di minima.
questa città o la sia ama o la si odia, lo dicono tutti.
io ancora non lo so. è tutto troppo grande troppo alto per me.
io invece voglio gli spazi riassunti. dove non si può non stare a contatto.
per quanto sia grande questa città, per quanti abitanti ci siano
non c'è calore umano.

a Ground Zero
ho ricominciato a sentire le voci.
avevi ragione tu.
la mancanza di calore umano aiuta a sentire meglio.

martedì 19 ottobre 2010

?.

quante volte hai provato qualcosa per qualcuno e non gliel'hai detto?
quante volte?
te ne sei pentito?
pensaci.
quante volte hai avuto paura e non l'hai detto a nessuno?
quante volte?
te ne sei pentito?
pensaci.


domenica 17 ottobre 2010

Oggi, in un negozio,
ho visto il primo albero di Natale dell'anno.
L'inizio della fine.

poi però alle 22.34
rispunta il sorriso
e sono guarita.
vieni qui.
schiaffeggiami.
fammi sentire che fa male.
lo sai cosa mi fa salire il terrore.
spaventami.
fammi sentire che fa paura.

fammi provare qualcosa.
qualsiasi cosa.

sabato 16 ottobre 2010

ho lasciato un post-it sul tavolo con sopra scritto
vado a dormire da lei. ci sentiamo domani. forse. baci.
stamattina mi chiama per dirmi che non ci ha creduto che non c'è cascata e invece io stavo proprio da lei. non s'è fidata chissà dove stavo. ha detto
poi dobbiamo parlare.
e io per poco non ho vomitato la colazione.
cosa ho fatto ora cosa c'è che non va bene
trattieni anche il pranzo nello stomaco sarà una stronzata.
a casa la cerco come stai come è andata la serata ieri sera le chiedo
tutto bene, c'era poca gente abbiamo mangiato bene, dice lei.
senti mà, cosa mi dovevi dire?
mi tremano i piedi cosa è successo ora
niente, fa lei, volevo solo chiederti
perchè non fai una mostra di fotografie tutta tua?
perchè non pensi di pubblicare un libro di racconti?
lo fanno cani e porci e tu che potresti davvero non lo fai.

giovedì 14 ottobre 2010

F.

fuori piove fortissimo.
io stasera ho visto un film che di solito mi fa piangere, ma niente.
allora ho messo su qualche pezzo di J Brel che di solito mi fa piangere, ma niente. ho cercato ricordi dolorosi, cosa che di solito mi fa piangere, ma niente.
ora ho sentito la voce di un uomo che considero un padre per me. parla di cose e anche se non li vedo so che i suoi occhi stanno brillando. lui è lì, ed è appassionato in qualcosa che ama. lui è lì, e io ora piango. solo una lampada da scrivania, solo il rumore della pioggia.
neanche le mie lacrime fanno rumore. sono invisibili.
le mie lacrime sono la pioggia, ora.

mercoledì 13 ottobre 2010

Sole.

vedi, se ti lasciassi entrare io lo so cosa ne faresti di me.
io sono il sacchetto di popcorn che metti nel microonde e lasci scoppiettare fino a bruciare perchè sei distratto. intanto, tutto si scioglie.
non senti l'odore della plastica fusa? non senti?
io non posso lasciarti entrare perchè faresti strazio di me. se ti lasciassi vedere, se ti lasciassi ascoltare. e tu hai gli occhi di vetro, non voglio che cadano.

con questo sole non si vede niente.

(vorrei mettere una fotografia qui, ma sto scattando in analogico e quindi niente.
ah-ha.)

lunedì 11 ottobre 2010

qualcos'altro.

se respiro profondamente mi fa malissimo il cuore.
al solito, insomma.
apnea.

io non riesco più a provare nulla.