domenica 28 novembre 2010

30 Ottobre 2010.

ora italiana: 04.48.
ora new yorkese: 22.48.

Tu sei per me come una terra straniera e lontanissima, dove non conosco cultura, clima, usi e costumi. Tu per me sei come qualcosa di spiazzante e piacevolmente inquietante. Non so se devo portare il costume da bagno o il maglione, se pioverà o ci sarà il sole. Tu per me sei come una terra straniera, un posto dove non voglio prendere cittadinanza, per provare ogni volta lo stesso vivido stupore.

sabato 27 novembre 2010

?

ma io non lo voglio sapere che è sabato sera e sto riscaldandomi gli avanzi del riso del pranzo nel microonde per mangiarli da sola probabilmente sul divano.
ma io non lo voglio sapere che ho quasi vent'anni ed è sabato sera e non sono a sfasciarmi da qualche parte.
ssssssht non me lo dite, che magari non me ne accorgo.

giovedì 25 novembre 2010

storie di vita vissuta.

me ne vado in giro per casa con in mano una tazza di the caldo alla vaniglia chiedendo ai muri se hanno sentito di Tom.
dicendo ti prego ascoltami ascoltami bene almeno una volta solo poche parole.
mia madre fa capolino dallo studio, di chi è questa canzone che canti?
del teatro degli orrori mamma.
del teatro degli amori?
orrori, mamma.
teatro dei colori?
o.rro.ri.
teatro degli odori?
O R R O R I.
teatro degli orrori... che nome allegro.

lunedì 22 novembre 2010

h 18:32.

Vorrei prendere il primo treno per Bologna, trovare casa tua e prepararti la cena. Vorrei che bevessimo vino insieme. Un primitivo salentino in onore dei tempi felici. Vorrei dormire tre ore sulla tua poltrona. Stenderti una coperta addosso mentre dormi e svegliarti col profumo del caffè che avrò preparato prima del tuo risveglio. Vorrei lavare i tuoi piatti accumulati da studente fuori sede e piegarti le magliette lavate a mano nel lavandino col sapone di marsiglia. Vorrei ridere con te, girare un paio di canne a turno da accendere al tramonto su Bologna che io non ho mai visto ma che vedrei dalla finestra di casa tua, per la prima volta, con te. Vorrei poi ringraziarti, salire sul treno del ritorno e capire che non ho più rimpianti, che non serve altro e che c'è meraviglia attorno a noi.

venerdì 19 novembre 2010

finchè è giorno va tutto bene non ci penso non ti penso non esisti se non qualche sorriso, sul tram, se non qualche smorfia, sul divano. tu non esisti, finchè c'è luce. ma poi c'è il buio, ogni sera. e a novembre fa buio presto. quando fa buio io non riesco a respirare perchè il senso di colpa mi rosicchia la cavità peritoneale e non me ne frega che non sai cos'è.
perchè non mi hai aperto gli occhi?
non mi hai fatto vedere ciò che stavo per fare, io, da sola?
perchè non mi hai preso per mano perchè non mi hai detto andrà tutto bene non sei costretta ad allontanarti da me?
io lo ricordo eravamo su un marciapiede e io volevo farti tanto di quel male da rovinarti.
ho sbagliato. tutto.
ecco, l'ho detto.
ora, per favore.
ti prego.

giovedì 18 novembre 2010

la pioggia sul viso
sembrano lacrime
ma io non piango
sai da quando.

mercoledì 17 novembre 2010

va tutto bene va tutto bene va tutto bene
ora basta solo che smetto di respirare
e mi lavo le mani almeno altre diciassette volte.
poi andrà tutto bene andrà tutto bene
andrà tutto b e n e.

martedì 16 novembre 2010

quando scrivo qualcosa che mi piace sarà sicuramente qualcosa di assolutamente non pubblicabile qui. per questo ovunque vada ho un block notes con la copertina verde tra le mani e una bic nera fra i capelli.

riprenderò a disegnare perchè non mi piace la mia grafia.

lunedì 15 novembre 2010

mi hai fatto un grandissimo complimento ieri, ora dovrò ripagarti in qualche modo. si, sto scrivendo di te, ora. a te ieri ho detto che t'amavo. c'ho messo quasi due anni ma l'ho detto. non sono una di quelle persone con la frase giusta al momento giusto. ti ho semplicemente detto "io sono stata innamorata di te" e a te è bastato dire "anche io". non ce lo siamo mai detti. fine.
ho contato le volte in cui ho scritto di te qui sopra. sono cinque, non compresa questa. cinque volte e finiscono tutte entro agosto. giusto per amor di cronaca. m'è piaciuta la faccia che avevi quando ti ho detto che di te ho scritto poco e niente. tutto il resto è altro. rido.
comunque in qualche post qua sotto c'è una foto del mio letto, se t'interessa. per amor di cronaca, ripeto.

Novembre e mi sono stati affidati dei segreti che mi stanno mangiando lo stomaco. per questo forse non sto più mangiando tanto. dormo poco mangio poco fumo poco. Novembre e sta cambiando tutto e io lo sapevo. Novembre e clima mediterraneo. Se il tempo è brutto io non voglio uscire di casa e dovrei uscire ma resto magicamente inchiodata alle pareti.

Ma ora, devo lamentarmi.
c'è una ragazza che fa delle foto niente male, ha un ottimo occhio secondo me. pubblica su flickr non mi ricordo neanche come si scrive il suo nome. tutti quanti a dirle "belle le foto ma ancor di più bello ciò che scrivi". questa tipa scrive LASCIERAI con la i santoddio.
va bene, esiste la soggettività e capisco che devo chiudere un occhio magari quella andava di fretta non ha ricontrollato magari l'ha fatto apposta che ne sai.
fine delle lamentele.
ora dovrò mettermi qualcosa con un cappuccio e uscire per andarmene in capo al mondo dall'altra parte di roma rigorosamente col bus per andare a far finta di saper scrivere qualcosa a comando. io non so scrivere a comando, già è tanto se so scrivere qualcosa.

sabato 13 novembre 2010

LIBERA.


"Prevarremo perché la nostra causa è giusta,
perché la nostra causa è fondata.
La Storia è dalla nostra parte.
Il Tempo è dalla nostra parte."

dopo sette anni.
sei mancata al mondo.

venerdì 12 novembre 2010

11.11

il più potente afrodisiaco che esista.
l'olfatto è qualcosa di incredibile.

mercoledì 10 novembre 2010

cuscino nero teste bianche sogni rossi.

le mie clavicole sembrano sagomate sulle tue.


domenica 7 novembre 2010

Buongiorno.
io sono felice.

sabato 6 novembre 2010

Vorrei scattarti una foto che non parli di te, ma dell'assenza di te.

venerdì 5 novembre 2010

gizeta.

questa foto è per Pix,
perchè lui sa.
Grazie.
Ci siamo regalati tanto,
non dobbiamo smettere di regalarci tanto.

(p.s. temo dovrai ingrandirla.)

giovedì 4 novembre 2010

10.10 circa.

Sul tram alle dieci e dieci circa dopo due ore di psicobiologia e psicologia fisiologica un perfetto sconosciuto o meglio sconosciuto perfetto ha sbloccato la mia tachicardia. Ci siamo guardati numero tre volte, tre come il tram, e poi è sceso all'altezza della città universitaria. e io tachicardia. e io sorriso. e io andare in un negozio per finire un regalo importante in un giorno non proprio qualunque. e io allungare strada da fare a piedi perchè oggi c'è sole meraviglioso.

martedì 2 novembre 2010

Indian Summer.

Mi piace fare le sorprese.
Esaudire un desiderio così piccolo che neanche lo ricordi.
Tu ancora non lo sai.

lunedì 1 novembre 2010

per sedici anni della mia vita ho avuto una cotta per un ragazzo di un'altra città. ci vedevamo solo l'estate, per un paio di settimane. lui di qualche anno più grande di me, io sempre troppo piccola per tutto. da bravo nordico, ha il gelo ovunque. difficilmente si lascia scappare una risata di gusto, ma non è assolutamente il classico bello e tenebroso. anzi. biondo e ingenuo e a me non sono mai piaciuti tanto i biondi e ingenui. ad eccezione di lui. il massimo dell'erotismo che riuscivo ad immaginare era l'odore della sua camera da letto nella casa al mare.
tutto ha subito una brutta piega quando ho fatto il grave errore di confidarmi con una mia cugina, la quale ovviamente ha riferito tutto al diretto interessato. da quel momento, molto disinteresse da parte mia, ovvio imbarazzo. dopo quell'anno, niente più cotta stratosferica per lui.
a diciassette e diciott'anni avevo qualcun'altro. ovviamente, quando io non l'ho guardato più, lui ha iniziato a guardare me. l'anno scorso che ne avevo diciotto lui ha anche conosciuto il mio ragazzo di allora e hanno stretto molta amicizia, fatto che mi ha dato da sorridere.
l'estate dei diciannove anni non avevo nessuno nè avevo intenzione di avere nessuno. le nostre famiglie terrone provano a combinare un matrimonio più o meno da quando abbiamo due anni e mezzo. lui mi stava vicino quando camminamo e faceva di tutto perchè bevessi di più, perchè mi sciogliessi e diventassi una diciannovenne idiota. come ho detto, biondo e ingenuo. lui di qualche anno più grande di me, io sempre troppo piccola. avevo dimenticato che i ragazzi sono più stupidi.
in autunno, pochi mesi fa, mi dice sali al nord, vediamoci. e io prendo un treno senza dirlo praticamente a nessuno perchè ho bisogno di uscire da roma per un po', ho bisogno di respirare aria diversa, di spegnere il cervello per un po'. quattro giorni insieme. viaggi in macchina musica scrivere parlare cantare pure. alzati fino all'alba a parlare e a ridere come dodicenni. restando a parlare in mutande sdraiati su un divanoletto perchè ci conosciamo da sempre. senza sfiorarci neanche un secondo perchè è giusto che sia così.