lunedì 22 novembre 2010

h 18:32.

Vorrei prendere il primo treno per Bologna, trovare casa tua e prepararti la cena. Vorrei che bevessimo vino insieme. Un primitivo salentino in onore dei tempi felici. Vorrei dormire tre ore sulla tua poltrona. Stenderti una coperta addosso mentre dormi e svegliarti col profumo del caffè che avrò preparato prima del tuo risveglio. Vorrei lavare i tuoi piatti accumulati da studente fuori sede e piegarti le magliette lavate a mano nel lavandino col sapone di marsiglia. Vorrei ridere con te, girare un paio di canne a turno da accendere al tramonto su Bologna che io non ho mai visto ma che vedrei dalla finestra di casa tua, per la prima volta, con te. Vorrei poi ringraziarti, salire sul treno del ritorno e capire che non ho più rimpianti, che non serve altro e che c'è meraviglia attorno a noi.

4 commenti:

  1. e io non ti do mai per scontata.
    cuore.

    la farò la follia di salire a Bo a breve.

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  2. " Oh, quanto eravam tutti artistici,ma senza pudore o vergogna,cullati fra i portici-cosce di mamma Bologna. " - F.G. -

    Si deve fare una gran vita lassù, con le persone giuste. Viva Bologna la Rossa, che prima o poi tornerò a vivere, lo giuro!

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  3. quello a cui dovrei invadere casa (a cui ho dedicato questo post) fa il duro e non vuole accogliermi. io prima o poi salgo e faccio dlin dlon a casa sua senza preavviso.
    quando sarà, t'avverto.

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