lunedì 1 novembre 2010

per sedici anni della mia vita ho avuto una cotta per un ragazzo di un'altra città. ci vedevamo solo l'estate, per un paio di settimane. lui di qualche anno più grande di me, io sempre troppo piccola per tutto. da bravo nordico, ha il gelo ovunque. difficilmente si lascia scappare una risata di gusto, ma non è assolutamente il classico bello e tenebroso. anzi. biondo e ingenuo e a me non sono mai piaciuti tanto i biondi e ingenui. ad eccezione di lui. il massimo dell'erotismo che riuscivo ad immaginare era l'odore della sua camera da letto nella casa al mare.
tutto ha subito una brutta piega quando ho fatto il grave errore di confidarmi con una mia cugina, la quale ovviamente ha riferito tutto al diretto interessato. da quel momento, molto disinteresse da parte mia, ovvio imbarazzo. dopo quell'anno, niente più cotta stratosferica per lui.
a diciassette e diciott'anni avevo qualcun'altro. ovviamente, quando io non l'ho guardato più, lui ha iniziato a guardare me. l'anno scorso che ne avevo diciotto lui ha anche conosciuto il mio ragazzo di allora e hanno stretto molta amicizia, fatto che mi ha dato da sorridere.
l'estate dei diciannove anni non avevo nessuno nè avevo intenzione di avere nessuno. le nostre famiglie terrone provano a combinare un matrimonio più o meno da quando abbiamo due anni e mezzo. lui mi stava vicino quando camminamo e faceva di tutto perchè bevessi di più, perchè mi sciogliessi e diventassi una diciannovenne idiota. come ho detto, biondo e ingenuo. lui di qualche anno più grande di me, io sempre troppo piccola. avevo dimenticato che i ragazzi sono più stupidi.
in autunno, pochi mesi fa, mi dice sali al nord, vediamoci. e io prendo un treno senza dirlo praticamente a nessuno perchè ho bisogno di uscire da roma per un po', ho bisogno di respirare aria diversa, di spegnere il cervello per un po'. quattro giorni insieme. viaggi in macchina musica scrivere parlare cantare pure. alzati fino all'alba a parlare e a ridere come dodicenni. restando a parlare in mutande sdraiati su un divanoletto perchè ci conosciamo da sempre. senza sfiorarci neanche un secondo perchè è giusto che sia così.

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