venerdì 24 dicembre 2010

Vigilia di Natale.

ciò che mi aspetto dall'Oggi è questo.
Una gattona enorme molto poco convinta e "Blankets" nell'edizione con la fascetta segnalibro e la copertina rigida. Col letto sfatto e il rumore zuccheroso delle fusa.
Oggi non avrò la nausea e non mi verrà da vomitare perchè l'ho deciso io. E non tossirò e non avrò mal di gola e non sentirò neanche freddo ai piedi e non pioverà più. Perchè l'ho deciso io.
Io lo odio il Natale. Più di ogni altra cosa al mondo.
Ma oggi ho una Gatta morbida sul letto e la graphic novel più bella che esista.
Ma oggi le zollette di zucchero si sono sciolte per bene nel caffè, che è diventato molto più buono e l'ho bevuto lentamente anche se era freddo.
Ma oggi ho messo i calzini pelosi che tengono caldo e sono rossi e stanno bene col cielo grigio.
ciò che mi aspetto dall'Oggi è questo.

martedì 21 dicembre 2010

Devi soffrire.
piangere. urlare.
sentire il diaframma che si contorce e si tende.
devi passare le notti a strapparti le ciglia.
con la consapevolezza che non c'è nessuno che può aiutarti davvero.

Ed io voglio esserci, quando succederà.
voglio guardarti, mentre succederà.

Allora, forse, se ne potrà riparlare.

sabato 18 dicembre 2010

17 12 10.

Ieri è sceso A. da Bologna e ha portato la neve a Roma.
Per il resto, è stata una giornata abbastanza di merda.
che fosse venerdì diciassette chissenestrafotte.

mercoledì 15 dicembre 2010

I Want to Hold Your Hand.

Oh yeah, I'll tell you something,
I think you'll understand.
When I'll say that Something
I Want to Hold Your Hand.

Oh please, say to me
You'll let me be your man.
And please, say to me
You'll let me hold your hand.
Now let me hold your hand,
I Want to Hold Your Hand.

And when I Touch You
I Feel Happy Inside.
It's such a feeling that My Love
I can't Hide.

martedì 14 dicembre 2010

troppo limoncello troppo domani è probabile che rileggerò queste parole e non mi renderò neanche conto di averle scritte.
non ci sei. punto.
mi butto a dormire. capace pure che soffoco.

sabato 11 dicembre 2010

3.15

sono le tre e quindici del mattino adesso, ed io penso solo a quanto vorrei che mi disegnassi addosso nuvole invisibili con un pennello intinto nell'acqua di mare.

giovedì 9 dicembre 2010

L'unica cosa che sopporto del Natale è pensare ai regali da fare.

Buongiorno, ieri mi sono comprata un regalino di Natale.
di terza mano, ma io sono piena di Speranze.
Così effedue non si sente sola nei momenti bui
(o momenti sottoesposti, che dir si voglia).


Ieri mi sono anche pianta l'anima in mezzo ad una piazza. Lo devi sapere.
Fortunatamente c'eravate Voi, che mi sapete ascoltare, che sapete capire il mio punto di vista, e che non mi lasciate cadere mai. Perchè io non vi lascerei cadere mai.

Siete la mia Forza,
la mia Certezza migliore.
avete, come sempre, tutte le energie che ho, tutto il mio cuore.
quando di cuore non ce ne sarà rimasto più molto, avrete anche tutto il mio fegato, e i polmoni.

lunedì 6 dicembre 2010

Vorrei salire con te su un treno. Prenotare due biglietti per un regionale infinito, preparare quattro panini col pane a cassetta e imbustarli a due a due. Lavare due mele, una rossa e una verde, prima di metterle nello zaino. Porterei con me i cruciverba e due matite e tu potrai dormire con la testa sulle mie gambe e le cuffie nelle orecchie, tenendomi stretta la mano sinistra perchè quando ci teniamo per mano si dorme meglio. Vorrei sparire con te e vivere in una soffitta di legno col sole che entra da piccole finestrelle tonde e guardare la polvere brillare nell'aria delle lame di luce.

domenica 5 dicembre 2010

Ogni Volta.


(come)
fosse
l'ultima.

4.12

Non sono riuscita ad arrivare ai sei mesi. Niente medaglia per il record.
Sono giornate troppo pesanti da sopportare, e tutto è troppo difficile, è tutto troppo pieno di sensazioni, è tutto troppo e io non ci sono riuscita. Ho pianto per strada da sola camminando sempre più lentamente, con una canzone a loop nelle orecchie e nella testa la consapevolezza che tutto prima o poi sarà dimenticato. Cresceremo ancora e non ci sarà più nulla. Sarai un messaggio sul cellulare al mio compleanno e uno a capodanno. Poi magari una partecipazione di matrimonio, il tuo. Non saremo più nulla e io dimenticherò l'odore delle nostre pelli insieme. Dimenticherò tutto. Io non ti voglio dimenticare mai. Non voglio che tu svanisca. Non ti voglio dimenticare e una due tre quattro lacrime nel buio della strada, e uno due tre quattro lacrime sul tram, non sono neanche scesa alla fermata giusta.

giovedì 2 dicembre 2010

Ho visto nella mia testa, mentre scendevo dal tram, MS che teneva per mano una ragazza elegante con i capelli corti un bel paio di tacchi e la corona d'alloro in testa di chi s'è appena laureata.
Mi sono vista nuotare in un grande lago e fuori di me c'è la nebbia e fa freddo. Poi il sole, tu. Ed è di nuovo caldo, c'è di nuovo vita calore sentimento. Ho così tanta speranza dentro di me che davvero non so che farne. Ora sto scrivendo seduta sul bordo di una fontana coi pesci rossi e bianchi dentro. So per certo che l'acqua è gelida, non ho bisogno di metterci un dito dentro.
Tu, il sole, distante e bellissimo. Che solo a guardarti mi sento abbronzare.
Quanto ti manca l'amore?

mercoledì 1 dicembre 2010

Vedi, io ad immaginarti come una puttana proprio non ci riesco.
Ti immagino bene alcool scuro e trasparente senza ghiaccio o cannuccia e ti restano i capelli attaccati al bancone appiccicoso di qualcosa di lurido, ma tu hai una pelle bianca e bellissima, che si sposa col nero e col rosso come fosse Maggio e ci saranno rose minuscole come le tue mani e pioggia calda, tanta pioggia calda.
Dio, per me tu sei talmente bella che i tuoi capelli mi fanno da labirinto e sono come l'Asterione di Borges, aspetto solo il redentore e per me il dedalo è una casa splendida, e la morte è una cerimonia di poco conto e i cadaveri mi ornano i corridoi.