mercoledì 1 dicembre 2010

Vedi, io ad immaginarti come una puttana proprio non ci riesco.
Ti immagino bene alcool scuro e trasparente senza ghiaccio o cannuccia e ti restano i capelli attaccati al bancone appiccicoso di qualcosa di lurido, ma tu hai una pelle bianca e bellissima, che si sposa col nero e col rosso come fosse Maggio e ci saranno rose minuscole come le tue mani e pioggia calda, tanta pioggia calda.
Dio, per me tu sei talmente bella che i tuoi capelli mi fanno da labirinto e sono come l'Asterione di Borges, aspetto solo il redentore e per me il dedalo è una casa splendida, e la morte è una cerimonia di poco conto e i cadaveri mi ornano i corridoi.

3 commenti:

  1. Voglio cadaveri come ornamento!!!

    Bello, mi piace tantissimo!

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  2. Hai visto, sai farlo. Alla faccia della Rai e di tutti i laboratori radical-chic di scrittura involutiva ad essa collegati, sai farlo!

    Potere dell'autostima: azione!

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  3. @Squilibrato: è un piacere leggere i tuoi commenti. sfortunatamente, l'idea dei cadaveri usati solo per poter distinguere un corridoio dall'altro è di Borges. maledetto genio.

    @JR: AUTOSTIMA SPAZIAAAALEEEE.
    questo testo qui sopra me l'ha creato nella mente una persona che ho visto qualche volta, ma che stimo profondamente. una persona bellissima. ti devo far leggere l'esercizio che ho scritto per la Rai. mi hanno risposto alla mail e m'hanno scritto "brava". quello si che è autostima power.

    questo qui sopra è solo un parto di pensieri con pochi punti. sono passata dall'usare poche virgole e tanti punti all'usare tante virgole e pochi punti.
    evolution.

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